Cosa succede alle Poste? I rapporti sindacali sono giunti «a un punto di non ritorno» denunciano Cgil e Uil che lanciano l’allarme chiedendo l’intervento del governo in quello che rappresenta un nuovo fronte del confronto/scontro con la Cisl, sindacato che ha proprio nella società controllata da Cassa depositi e dal Tesoro una delle sue roccaforti. Come è già avvenuto in occasione del rinnovo di importanti contratti pubblici, come quello dei ministeri e quello della sanità, anche in questa partita (che interessa un gruppo che conta oltre 120 mila addetti) su un fronte di trovano Cgil e Uil, mentre sul fronte opposto la Cisl fa sponda con i sindacati autonomi, Ugl, Confsal e Cisal. «Trattative separate e sul tavolo mediazioni già raggiunte con altri sindacati» denunciano Slc Cgil e Uilposte assieme alle rispettive confederazioni che in una lettera chiedono al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di intervenire. «Da mesi Poste Italiane, una delle principali aziende del Paese e partecipata dal ministero dell'Economia e finanze, impedisce di svolgere a pieno titolo le prerogative di organizzazioni maggiormente rappresentative del settore» è scrivono i segretari confederali di Cgil e Uil Pino Gesmundo e Vera Buonomo, ed i segretari generali di Slc e Uil poste Riccardo Saccone e Claudio Solfaroli. «Riteniamo utile, nell'interesse dei lavoratori e delle lavoratrici che rappresentiamo, e a garanzia delle attività svolte da Poste Italiane per la collettività, intervenire affinché sia ripristinato un corretto equilibrio e una giusta interlocuzione tra le parti» aggiungono poi i quattro sindacalisti. Escluse dal dicembre 2024 dai tavoli unitari su richiesta di altre sigle sindacali - nella lettera non si fanno nomi ma è evidente il richiamo alla Cisl - Slc Cgil e Uilposte si sono viste precludere «la possibilità di fornire il proprio contributo alla discussione. È venuto meno quel confronto di merito, di idee, anche di valori, che è la condizione necessaria per poter parlare di democrazia sindacale e per salvaguardare il principio fondamentale del pluralismo e della pari dignità nelle trattative sindacali. E senza quel confronto, collegiale e contestuale – conclude la lettera - risulta impossibile per Slc Cgil e Uilposte, impropriamente relegate a ruolo marginale, poter rappresentare pienamente le proprie posizioni a tutela dei propri iscritti».