Juve, stagione al via e primo caso esploso. All’appello della Continassa, infatti, erano attesi tutti i giocatori che in questo momento fanno parte della rosa extralarge di Igor Tudor. Tutti, tranne tre: assenti giustificati Jonathan David (atteso solo nel pomeriggio di venerdì a causa di alcune pratiche burocratiche da sbrigare) e Francisco Conceiçao (qualche giorno di riposo supplementare per lui). Chi invece non si è presentato senza preavviso e soprattutto senza autorizzazione è Douglas Luiz. Per uno strappo ormai definitivo tra il centrocampista brasiliano e il club bianconero.

Il caso Douglas Luiz Una mossa inevitabilmente non gradita dalla società, i provvedimenti disciplinari in arrivo saranno solo una conseguenza ovvia e che non basteranno a risolvere la questione. E lo strappo imposto dalla diserzione del raduno di Douglas Luiz complicherà ulteriormente il già delicato lavoro avviato da tempo per trovargli una nuova squadra. Anche perché la Juve deve fare i conti con un residuo di circa 40 milioni per evitare una minusvalenza, una valutazione alta per un giocatore che ha fatto flop nell’ultima stagione pur avendo un discreto credito in Premier League.

Solo sullo sfondo per ora l’esilio dorato dell’Arabia Saudita, tra i tanti club inglesi che si sono già mossi per Douglas Luiz ci sono in particolar modo Everton, West Ham e Nottingham Forest, tutti però tentando la via del prestito con diritto di riscatto: condizioni fin qui respinte dalla Juve, determinata a ottenere quantomeno un obbligo condizionato facile da raggiungere. Così da chiudere definitivamente la pratica Douglas Luiz e poter pigiare il piede sull’acceleratore verso gli obiettivi che dovranno prendere il suo posto: da Hjulmand ad André, passando per Kessié e Frattesi. Ma ora che il caso Douglas Luiz non è più solo tecnico, tutto rischia di complicarsi.