Due diverse idee di danza e coreografie segnano i Leoni di questa nuova edizione della Biennale Danza 19 diretta sempre dal britannico Wayne McGregor. Da un lato l'estetica coreografica portata ai massimi livelli dalla statunitense Twyla Tharp, Leone d'oro alla carriera, che nello spettacolo d'apertura diviso in due proposte, "Diabelli" del 1998 e il nuovo "Slacktide", ha sorpreso il pubblico con interpreti d'eccezione. Alle variazioni beethoveniane del primo, il successivo legame fra sonorità "esotiche" non così comuni in Philip Glass, e quadri di fattura ipnotica complice lo scenario di sola luce, si configura tra i vertici odierni. La commistione di discipline, con prevalenza drammaturgica, segnano lavoro e messaggio premiati con il Leone d'argento della brasiliana Carolina Bianchi: centrale, come visto in "The Brotherhood", il tema dell'esplorazione della violenza sessuale, disturbante la messinscena. DUE ESPERIENZE Due generazioni, due diverse "creatrici di miti" per rimanere nel titolo della rassegna "Myth makers", si sono così alternate ieri nella tradizionale premiazione a Ca' Giustinian, sede della Biennale. Il direttore McGregor nella motivazione ha ricordato la formazione di Twyla Tharp (classe 1941 e originaria di Portland) alla scuola dell'American Ballet Theater, con Martha Graham, Merce Cunningham e Paul Taylor, sfociata nella compagnia da lei fondata nel 1965. L'attraversamento di generi è stata la sua caratteristica di stile. Per McGregor: «Twyla Tharp è a dir poco un fenomeno. I suoi contributi rivoluzionari all'ecologia della danza mondiale non hanno eguali». «Questo Leone è "pesante"», ha esordito nel ritirare il premio la Tharp, fornendo una lezione di etica: «Non c'è un grande mistero - ha proseguito - nel fatto che io sia qui con voi oggi, è solo lavoro, un passo dopo l'altro, giorno dopo giorno». Diversa prospettiva nell'assegnazione del Leone d'argento a Carolina Bianchi, classe 1984 nata a Porto Alegre, fondatrice del collettivo Cara de Cavalo. La Bianchi si è imposta con "La sposa e Buonanotte Cenerentola", primo capitolo della trilogia Cadela Força: «Si addentra negli orrori profondi della violenza sessista, come una discesa nel profondo degli inferi - ha riassunto McGregor - immergendoci in uno spazio in cui i ricordi si intrecciano e diventano indistinti; Bianchi impiega il proprio corpo come elemento centrale del suo lavoro, radicandosi saldamente nella tradizione della performance femminile e allo stesso tempo mettendola in discussione». «Questo premio riconosce il rischio dell'indagare qualcosa in profondità - ha esordito Bianchi - riconosce la violenza poetica della scrittura, il nostro stupore per la letteratura, il nostro stupore per il male, la complessità che non cerca risposte facili». Questa sera, la Biennale Danza prosegue: in campo 16 danzatori di Biennale College: "In C di Terry Riley secondo Sasha Waltz", al Teatro alle Tese alle 21, è la rilettura della coreografa tedesca Sacha Waltz. Musiche dal vivo a cura del Syntax Ensemble.
Biennale Danza, Tharp e Bianchi: «Denunciare le violenze»
Due diverse idee di danza e coreografie segnano i Leoni di questa nuova edizione della Biennale Danza 19 diretta sempre dal britannico Wayne McGregor. Da un lato l'estetica coreografica...







