Venezia, 30 lug. (askanews) – Uno spettacolo duro, lungo, letterario, a tratti devastante, incentrato sul tema della violenza. In sostanza una delle cose migliori che si possano vedere oggi su un palcoscenico. Carolina Bianchi, artista brasiliana che sperimenta i confini della danza e del teatro, ha portato alla Biennale Danza di Venezia, dove è stata premiata con il Leone d’Argento dell’edizione 2025, il secondo capitolo della trilogia “Cadela Força”, intitolato “The Brotherhood”.

“Per me l’idea di questa trilogia – ha detto Bianchi ad askanews – ha anche a che fare con il tempo di cui abbiamo bisogno per entrare realmente nelle tematiche che affronto, quindi non è qualcosa che posso fare molto rapidamente. Mi devo calare dentro i problemi, devo stare nella loro problematicità. Per questo per me la trilogia si collega in qualche modo alla Divina Commedia di Dante, perché l’autore si addentra in questa selva oscura della creazione e ci porta a conoscere il male, ma si tratta di luoghi nei quali incontriamo anche la meraviglia. Quindi per me questa trilogia nasce dal desiderio di affrontare domande ed enigmi nella storia dell’arte e della violenza, in particolare la violenza sessuale”.