I diritti umani, nella regione della Masafer Yatta in Cisgiordania, sono calpestati circa sette volte al giorno. Sono questi i numeri drammatici delle violenze subite dai palestinesi che vivono in quel territorio, violenze messe in atto da Israele, che continua una colonizzazione indiscriminata. Il dato agghiacciante emerge dal rapporto di monitoraggio sul campo nei villaggi palestinesi presentato dalla ong Mediterranea il 17 luglio 2025.L'organizzazione umanitaria è presente in Cisgiordania dal 2024 con il progetto Mediterranea with Palestine. Nello specifico, il rapporto mette in fila 838 violazioni dei diritti umani avvenute in 27 villaggi palestinesi della cosiddetta “Area C”, violazioni commesse dalle forze di occupazione israeliane e dai coloni e documentate nel corso dei 129 giorni di monitoraggio nei villaggi palestinesi della regione di Masafer Yatta, tra gennaio e maggio 2025.“Una strategia centralizzata e deliberata di pulizia etnica”Il rapporto documenta quello che Mediterranea definisce “una strategia centralizzata e deliberata di pulizia etnica, attuata attraverso la cooperazione tra esercito, polizia e coloni israeliani”. “Ognuno di questi atti di violenza - spiega Damiano Censi, tra i coordinatori del progetto Mediterranea with Palestine - è rivolto contro civili inermi, che esercitano il diritto di vivere e coltivare le proprie terre. I dati contenuti nel report non sono uno strumento di documentazione, ma un atto d’accusa che impone obblighi e responsabilità giuridiche chiare: siamo complici di violazioni del diritto internazionale. L’Unione Europea è il primo partner commerciale di Israele, l’Italia solo a dicembre 2023, nel pieno dei bombardamenti da parte dell’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza, ha esportato armi e munizioni verso Israele per un valore pari a 1,3 milioni di euro, facendo segnare così il picco del periodo”.Utilizzando dati di Tech4Palestine e di Acled, Wired ha ricostruito il numero dei morti uccisi dall'esercito israeliano e la mappa dei bombardamenti sulla Striscia di GazaMentre i riflettori sono puntati sul genocidio in atto a Gaza, l'invasione delle proprietà palestinesi da parte dei coloni israeliani continua senza sosta. Le aree maggiormente colpite - si legge nel rapporto di Mediterranea - sono i villaggi di Susiya, Tuwani, Umm Dhorit e Khallet Athaba, che da soli concentrano il 49% delle violazioni registrate. Si tratta di località strategiche per l’espansione coloniale israeliana, spesso situate all’interno della “Firing Zone 918” o lungo assi viari di collegamento tra comunità palestinesi. Sono 409 gli episodi documentati e sono spesso accompagnati da aggressioni, arresti arbitrari, danneggiamenti e presenza delle forze di polizia israeliane, che in nessun caso hanno sanzionato gli aggressori. Al contrario, in numerosi episodi, le stesse forze dell’ordine si sono rese direttamente o indirettamente responsabili di violenza contro la popolazione civile.“Un sistema di apartheid messo in atto contro i palestinesi”“Il nostro rapporto raccoglie dati statistici e testimonianze fondamentali che documentano l’oppressione esercitata da Israele sulla popolazione palestinese in un’area che da decenni è teatro di attacchi quotidiani, volti esplicitamente a eliminare la presenza palestinese in ‘Area C’. Mostra come leggi e politiche siano state sistematicamente concepite per sottrarre ai palestinesi ogni diritto, in ogni aspetto della loro vita, dal più evidente al più quotidiano”, sottolinea Denny Castiglione, tra i coordinatori del progetto Mediterranea with Palestine, che aggiunge: “Questo report nasce per raccontare e denunciare un sistema di apartheid messo in atto contro i palestinesi, documentando con dati e testimonianze le politiche israeliane di cancellazione e oppressione. Serve a lasciare una traccia scritta e indelebile di una comunità che resiste con la non violenza, e vogliamo portarlo in Senato, al Parlamento europeo e ovunque possibile, affinché nessuno possa dire di non sapere”.Secondo le Nazioni Unite è arrivato a occupare l'82% del territorio. E ha bloccato anche l'ultimo accesso per gli aiuti umanitariNel periodo in cui si è svolto il monitoraggio - racconta Mediterranea nel rapporto - sono stati arrestati 80 palestinesi e 30 attivisti internazionali e sono stati creati nuovi avamposti illegali e imposti blocchi stradali. Entrando nel dettaglio, A Tuba la violenza dei coloni si è accompagnata alla targettizzazione degli attivisti internazionali per eliminare testimoni scomodi; a Jinba, si è documentato il coordinamento diretto tra coloni ed esercito per cancellare il villaggio. Prima i coloni hanno aggredito con spranghe e bastoni la popolazione civile, successivamente l’esercito, dopo aver arrestato gran parte degli uomini del villaggio, ha completato la distruzione all’interno delle case, colpendo provviste, elettrodomestici e suppellettili; a Khallet Athaba sono stati demoliti 31 edifici lasciando solo 2 case integre; ad Ar Rakeez, le violenze contro i civili da parte dei coloni hanno visto l’uso di armi da guerra come i proiettili a grappolo.Una delle storie più toccanti riportate nel documento di Mediterranea è quella di Ali, un uomo di 86 anni, abitante di Khallet Athaba, che ogni giorno si siede di fronte alle macerie della sua casa demolita: "Sono nato qui prima che Israele esistesse. La mia famiglia possiede questa terra da generazioni. Ora come possono cercare di cacciarmi, dicendomi che non è più mia?".
Cosa raccontano cinque mesi passati a osservare cosa fanno i coloni israeliani ai palestinesi nella regione della Masafer Yatta, in Cisgiordania
Lo racconta un rapporto dell'ong Mediterranea, che tra gennaio e maggio ha monitorato le violazioni commesse dalle forze di occupazione israeliane






