Odiano i vaccini, i Guerrieri V_V. E il 5G, la cultura woke, la Nato, il World Economic Forum, i pagamenti digitali e da qualche tempo la CO2 (intesa come politiche green), le ztl, l'Agenda 2030, fino ad arrivare a contestare l'educazione istituzionale, i sindacati (in particolare la Cgil di Maurizio Landini) e chiaramente la sanità pubblica. Combattono anche la moneta digitale a favore del denaro contante, ma hanno creato in passato una challenge che era premiata in bitcoin. Usano meme con guru come Osho, rivoluzionari come il subcomandante Marcos o scienziati come Nikola Tesla, le maschere di Guy Fawkes, frasi a effetto e notizie travisate o improbabili frutto della galassia di blog cospirazionisti. Sono i Guerrieri V_V, attivisti digitali che da qualche mese stanno spostando le loro azioni nel mondo reale in modo più intenso, cercando proseliti e bombardando i loro canali Telegram di sottintesi sapienti e suggestioni anti-sistema.Parafrasando Frankie Hi-nrg, sono intorno a noi, in mezzo a noi e in molti casi siamo noi dato che contano migliaia di simpatizzanti sparsi per tutto lo Stivale. Già indagati nel 2023 - con tanto di perquisizioni e sequestro di alcune armi tra pistole e fucili regolarmente denunciati - da qualche mese sono tornati molto attivi sulle piattaforme digitali: in particolare Telegram e Youtube. Ispirati dai pensieri e le azioni della galassia di siti e blog cospirazionisti, anche se dicono di voler combattere la dittatura “nazicomunista” finiscono sempre per attaccare politici di sinistra ed esaltare esponenti dell'alt-right o personaggi vicini a Donald Trump, se non lui stesso. l'ex presunto “Q”, perché è chiaro che ci sia una sequenzialità ideologica con i gruppi di QAnon, tesi complottistica caduta in disgrazia.Ma i Guerrieri V_V non sono dilettanti o invasati. Hanno una gestione professionale dei propri canali di comunicazione che richiede risorse e consapevolezza degli obiettivi da perseguire, così come le iniziative di marketing e reclutamento: perché i Guerrieri sembrano voler diventare sempre più un esercito. Dai social, sono sbarcati nel mondo reale: in gran parte delle città italiane si vedono sui muri di case, ponti e perfino cimiteri le scritte in rosso con la W cerchiata che firma gli slogan o sticker con frasi ad effetto attaccati un po' dovunque. Fateci caso: sono sempre di più.Immagine di una parete piena di stickers dei Guerrieri V_V nel parco giochi per bambini in Piazzale Leonardo Da Vinci a MilanoDal digitale al reale: il salto dei Guerrieri V_VI Guerrieri V_V si muovono a livello digitale principalmente attraverso 2 canali Telegram dove sono rilanciati ciclicamente altri 12 sottocanali che indicano quali frasi di lotta utilizzare, miniguide sugli adesivi, stickers da usare e perfino gli sfondi per lo smartphone. E inoltre fanno merchandising: spillette, magliette, felpe e volantini. Non solo: indicano spesso in post ciclici dove contattare direttamente altri guerrieri “in modo riservato”, perfino con slot orari assegnati su tre lingue diverse (italiano, inglese e francese). Segno che questo movimento è già transnazionale.Ecco il salto in avanti del gruppo: passare dal mondo digitale a quello reale. Soprattutto attraverso le numerosissime azioni vandaliche accomunate dalla vernice rossa e la firma W, dove le bombolette spray diventano l'arma di diffusione dei messaggi: i canali pubblicizzano in continuazione le azioni nelle città, sembrano centinaia e diffuse in tutta Italia. A ben guardare, spesso sono rilanciate le stesse azioni più volte. Ma le azioni rivendicate sono più che reali: ad esempio le recenti scritte in rosso apparse sulle mura di cimiteri come il monumentale di Forlì, il cimitero di Pisa e quello di Cairo Montenotte. E poi un'azione eclatante - quasi una call to action nel gergo del digital marketing - con la mostra di bandiere sventolanti piantate in spiaggia all'ultimo Festival degli Aquiloni di Cervia: sui vessilli improvvisati campeggiano slogan del gruppo in un video il cui tappeto musicale è l'iconica Ouverture 1812 di Tchaiconsky, che richiama sempre il film “V per Vendetta”.Ma nel bellissimo film di James McTeigue del 2005, tratto dall'omonimo romanzo a fumetti (scritto da Alan Moore e illustrato da David Lloy) il protagonista V era un vendicatore educato e forbito nel parlare: nei canali dei Guerrieri le parolacce, gli insulti e gli attacchi violenti sono un condimento frequente delle azioni. In passato sui canali Telegram del gruppo è stato preso di mira il virologo Matteo Bassetti, vittima recente del video fake dove si annunciava in un servizio del Tg1 il suo omicidio: ma questo gesto non è stato rivendicato dai Guerrieri V_V. Che smentiscono esplicitamente l'attacco vandalico recente (frasi violente in vernice rossa) nella villa di un altro celebre virologo, oggi senatore del PD, Andrea Crisanti. Interessanti le motivazioni della smentita che si leggono sul gruppo: non c'era la firma “W”. Segnale della grande attenzione del gruppo sull'aspetto comunicativo, e probabilmente di una gestione centralizzata dei canali informativi e delle azioni intraprese.Minaccia al clima: guerra alla sostenibilitàLa novità rispetto al passato recente è che sul banco degli imputati del grande reset globale c'è la sostenibilità: i riferimenti agli articoli di molti blog e siti della galassia negazionista come Climaterealism e The Daily Sceptic o a esponenti celebri di questo pensiero come Chris Morrison sono solo alcuni esempi. Per questo, nonostante si proclami di combattere il “nazicomunismo”, la galassia dei Guerrieri V_V è posizionata su idee di estreme destra e negazioniste sui cambiamenti climatici. I finanziamenti delle grandi imprese petrolifere e delle energie fossili nella controinformazione sono massicci e creano tendenze contrarie alle misure per contenere il riscaldamento globale, palesemente causato dall'uomo e dall'uso di energie fossili come confermato dal 99% della letteratura scientifica sul clima. Infatti, spiega una ricerca scientifica, più del 90% dei documenti dubbiosi sul climate change arrivano da think tank vicini ad ideologie conservatrici: si tratta di ricchissime lobby come l’Heartland Institute, la Cooler Heads Coalition, il Cato Institute o l’Heritage Foundation. Solo per dare un’idea, secondo un’analisi del sociologo Robert Brulle, tra il 2003 e il 2010 140 fondazioni hanno mosso 558 milioni di dollari per finanziare oltre 100 organizzazioni di stampo negazionista. Da dove arrivano questi fondi? Principalmente, da aziende legate ai combustibili fossili. Finanziatori come la Koch Family Foundation, British Petroleum, la Shell o la ExxonMobil. Cioè, in un'espressione sintetica, Big Oil.Le similitudini con QAnonQuando nacque QAnon era dileggiato come un gruppo di picchiatelli: poi alcuni tra i loro esponenti hanno abbandonato tastiere e mouse e sono arrivati all'assalto di Capitol Hill di quattro anni fa. Oggi Donald Trump, sospettato di essere “Q” ovvero il grande castigatore dei poteri forti, è tornato a governare la Casa Bianca e ha promesso la grazia agli assalitori. Ma il gruppo in sé si è quasi dissolto perché tutte le promesse di rivelazioni fatte da Q sono state tradite. Dalle ricostruzioni postume, QAnon nasce da 4Chan, dove per interessi commerciali di alcuni soggetti il gruppo di estremisti originario che popolava il canale - più vicini più alla misoginia che all'alt-right - si radicalizzò. La dinamica dei Guerrieri V_V ricorda quella di QAnon: suggestioni cospirazioniste estreme, nessuna proposta concreta, un frullato di argomenti diversi. Intendono distruggere tutto, vedono complotti enormi ma non è chiaro chi o cosa sia la soluzione: se non appunto una miscellanea di personaggi estremisti al potere. Solo pensando all'Italia i q-anoniani avevano raggiunto i 3 milioni di utenti nel 2021, prima del progressivo crollo causato dalla disillusione del gruppo sull'attesa rivoluzione guidata da Donald Trump. QAnon ha cercato di copiare il movimento hacker Anonymous, usando le maschere di Guy Fawkes: la simbologia W segue lo stesso filone. Come hanno spiegato alcuni aderenti, la lettera W - dopo la già sfruttata Q - è presa dal film “V per vendetta”, e la V raddoppiata starebbe per ri-vendicazione dei diritti. Sia Anonymous che QAnon nascono da 4Chan, ma da gruppi diventati antitetici. Anonymous ha denunciato molti dei cospiratori di Capitol Hill svelando i loro profili: i rivoluzionari che per primi hanno usato le maschere di Guy Fawkes hanno poi combattuto QAnon. E questo è successo proprio dopo l'attacco a Capitol Hill perché i membri di Anonymous avevano individuato un interesse politico di Donald Trump e del suo inner circle a prendere le redini di questo movimento: cavalcare la rabbia per guidarla. Un'idea pericolosa che richiama l'ideologo trumpiano per eccellenza: Steve Bannon.Chi ispira la cospirazione?Come nei canali di QAnon, anche i Guerrieri V_V postano e condividono articoli di Breitbart, strumento informativo statunitense di estrema destra. Breitbart è stato tra i grandi ispiratori della prima vittoria di Trump e Bannon ne è diventato il presidente esecuitivo dopo la morte del fondatore. La vicinanza con le idee dell'alt-right non è isolata al sito americano: nella comunicazione su Telegram dei Guerrieri si esaltano spesso interventi video dei deputati del partito tedesco di estrema destra AfD come di quello spagnolo Vox. Oppure personaggi emblematici dell'alt right come Jordan Peterson. Spesso si apprezzano gli interventi di politici come Donald Trump o Javier Milei. Curiosamente si contesta tutto e tutti ma per nulla il governo italiano in carica. Pensando alla galassia dei blog italiani citati nei canali del movimento digitale, solo per fare qualche esempio, ci sono Voce libera web (il cui ex direttore Claudio Samuele Schillaci è stato candidato nelle liste di Cateno De Luca a Catania), il Canale La Voce libera (che raccoglie 30mila utenti su Telegram) che applaude alle idee del generale Vannacci o intervista l'ideologo della Lega Alberto Bagnai, così come il blog Scenari economici, un tempo vicino a personaggi eminenti della Lega e contro l’euro, e che oggi parla bene di Trump e critica le energie rinnovabili. Pro Trump è anche un'altra fonte come Quotidianoweb (che ha il sottotitolo dal sapore orwelliano “la vera informazione”), vicino a posizioni no vax e attento a grandi cavalli di battaglia del complottismo digitale come le scie chimiche.Vicinanza alle convinzioni dell'alt-right e a quelle di alcuni esponenti dell'amministrazione Trump, come il no vax che ora guida la sanità americana, Robert F. Kennedy. Il movimento dei Guerrieri V_V è quindi alimentato a livello informativo da siti informativi spinti da personaggi emblematici del potere trumpiano come Bannon. Con idee affini a quelle manifestate da Elon Musk, che oltre all'emblematico braccio teso di gennaio scorso, si è mosso concretamente finanziando direttamente partiti come l'AfD all'interno del movimento “Make Europe Great Again”. Nome che oltre a richiamare lo slogan MAGA di Trump nasce anche da una frase del premier ungherese Viktor Orban, anche lui di un'area politica di estrema destra. La missione di MEGA (neanche troppo velata) è far implodere l'attuale Unione europea: non a caso Ursula Von der Leyen è una delle grandi vittime dei post sui canali Telegram del movimento dei Guerrieri V_V in Italia. Curioso tra l'altro che Musk condivida idee e battaglie di movimenti simili a quella degli esponenti della W, i cui componenti d'altro canto criticano aspramente l'adozione dell'intelligenza artificiale e del famigerato 5G: due tecnologie centrali nella galassia di aziende di Musk. E curioso è che la lotta di V nel fumetto di Alan Moore e nel film che lo ha rese celebre era contro un dittatore di estrema destra che incentivando l'odio usava la manipolazione informativa per controllare il popolo britannico, arricchendo sé stesso e i suoi “amici”: sicuramente su quest'ultimo punto ricorda davvero l'attuale presidente americano. E sarebbe davvero paradossale che chi dichiari di battersi contro una presunta manipolazione globale, indossando la maschera di V, sia a sua volta manipolato da potenti tecnocrati di estrema destra.
Il ritorno dei Guerrieri V_V, gli attivisti che sono contro tutto, dai pagamenti digitali al 5G
Eredi dei No Vax, già sottoposti a inchieste giudiziarie nel 2023, fanno parte di un gruppo digitale che attacca l'Ue, i vaccini, le ztl, l'Agenda 2030 e che sta cercando sempre più attenzione nelle città italiane






