X ha dichiarato di non voler collaborare con una indagine penale che i magistrati francesi hanno aperto nei suoi confronti per presunta manipolazione dell'algoritmo e interferenze straniere. La società di Elon Musk ha definito questa procedura giudiziaria come "politicamente motivata" e finalizzata alla restrizione della libertà di parola. L'inchiesta nasce dalla denuncia di un deputato centrista del partito del presidente Emmanuel Macron, che accusa X di aver modificato deliberatamente il sistema di raccomandazione dei contenuti per favorire messaggi di estrema destra e influenzare così il dibattito politico francese.L'inchiesta francese contro XL'indagine parte da due denunce depositate il 12 gennaio alla Procura parigina. La prima porta la firma di Eric Bothorel, deputato macroniano del dipartimento delle Côtes-d'Armor (Bretagna) dal 2017 e componente della Commissione affari economici, che si diceva "convinto che un bias informativo molto forte sulla piattaforma X fosse utilizzato per favorire le opinioni politiche di Elon Musk e che questo potesse avvenire solo attraverso manipolazione dell'algoritmo". A rafforzare l'impianto accusatorio era intervenuto anche un dirigente della cybersicurezza di un ente pubblico francese con una seconda denuncia che accusava X della diffusione di "una quantità enorme di contenuti politici pieni di odio, razzisti, anti-LGBT+ e omofobi" per influenzare il confronto democratico francese.I magistrati parigini hanno quindi trasferito il caso all'unità specializzata J3 per i crimini informatici della polizia nazionale, aprendo un procedimento sotto accuse di criminalità organizzata. Le contestazioni specifiche riguardano "alterazione del funzionamento di sistemi informatici" e "sottrazione illegale di dati" degli utenti francesi per manipolare l'algoritmo, reati che secondo l'accusa sarebbero stati commessi da più persone all'interno dell'azienda. Questa classificazione giuridica permette agli investigatori di usare strumenti molto invasivi come intercettazioni sui telefoni e computer dei dipendenti di X, con pene che possono arrivare a dieci anni di carcere e 500mila euro di multa. La stessa unità J3 aveva già arrestato Pavel Durov, fondatore di Telegram fermato il 24 agosto 2024 e poi accusato con dodici capi d'imputazione che includono complicità nella distribuzione di materiale pedopornografico, traffico di droga e riciclaggio di denaro. Il miliardario russo rimane ancora sotto controllo giudiziario con divieto di lasciare la Francia.Il caso riflette le crescenti frizioni tra le autorità europee e Musk per le sue continue ingerenze nella politica del continente, culminate nel gennaio 2025 con il pubblico appoggio al partito tedesco di estrema destra Alternative für Deutschland per le elezioni del 23 febbraio, proseguendo una serie di endorsement a movimenti di estrema destra europei. Dal punto di vista legale, la Commissione europea porta avanti dal dicembre 2023 una procedura separata contro X per violazioni del Digital services act. Bruxelles accusa la piattaforma di ingannare gli utenti con le spunte blu di verifica - trasformate da certificazioni di autenticità in servizi a pagamento per chiunque - e di negare ai ricercatori l'accesso ai dati necessari per studi indipendenti.Il rifiuto di XIn risposta alle accuse francesi, X ha reagito lunedì 21 luglio con una dichiarazione ufficiale respingendo categoricamente ogni accusa e affermando di rimanere "all'oscuro delle imputazioni specifiche formulate contro la piattaforma". X ha sostenuto che l'indagine francese "distorce la legge francese per raggiungere obiettivi politici e, alla fine, limitare la libertà di espressione", rivendicando il proprio diritto legale di non cooperare con le richieste delle autorità. L'azienda ha anche accusato Eric Bothorel di aver "manipolato" le accuse di "interferenze straniere", definendole "completamente false".Questa posizione di chiusura diventa ancora più significativa se si considera che i magistrati parigini avevano chiesto formalmente l'accesso completo agli algoritmi di raccomandazione di X insieme ai dati in tempo reale di tutti i post pubblicati sulla piattaforma. L'obiettivo era far analizzare il materiale da esperti per verificare eventuali manipolazioni orientate a favorire specifici messaggi politici. La Procura di Parigi ha confermato di aver inviato una richiesta giudiziaria ufficiale a X il 19 luglio, offrendo canali sicuri per trasmettere i dati agli investigatori che avrebbero mantenuto la massima riservatezza sui materiali. Il mancato rispetto di richieste giudiziarie comporta però conseguenze che vanno da multe salate fino ad accuse di ostruzione alla giustizia.Ma è sulla neutralità degli esperti incaricati dal tribunale di analizzare i suoi algoritmi che X ha alzato maggiormente la voce, criticando la nomina di David Chavalarias, direttore dell'Istituto dei sistemi complessi di Parigi, e Maziyar Panahi, responsabile della piattaforma di intelligenza artificiale dello stesso istituto. L'azienda di Musk, infatti, accusa Chavalarias di aver gestito attivamente una campagna social chiamata "Escape X" che incoraggiava gli utenti ad abbandonare la piattaforma, evidenziando un chiaro conflitto di interessi. X sostiene inoltre che entrambi i ricercatori abbiano collaborato in passato a progetti di ricerca che secondo l'azienda mostravano "ostilità" verso la piattaforma. Panahi ha però negato qualsiasi coinvolgimento nell'indagine, definendo "impropria" la menzione del suo nome e annunciando possibili azioni legali per diffamazione se dovesse ricevere "forme di incitamento all'odio" a causa delle accuse mosse da X.