Immaginate di svolgere il vostro lavoro presso il Parco Nazionale di Yellowstone (Stati Uniti) e di notare improvvisamente un bacino di acqua azzurrina che prima non esisteva. È esattamente quello che è successo ai geologi che si occupano della regolare manutenzione del parco. A darne notizia è una news dello Yellowstone Volcano Observatory, un consorzio di diverse agenzie federali statunitensi che si occupa di monitorare i processi geologici e di valutare gli eventuali rischi associati all’attività vulcanica, idrotermale e sismica della regione.Il nuovo buco nel Parco Nazionale di YellowstoneIl Parco Nazionale di Yellowstone, che si trova a cavallo di tre stati (Wyoming, Montana e Idaho), è situato sopra una grande caldera vulcanica, nota come caldera di Yellowstone. Una caldera vulcanica, lo ricordiamo, è una depressione del suolo che si forma tipicamente per il collasso del tetto di un serbatoio magmatico a seguito del suo parziale svuotamento dopo una grande eruzione.La formazione recentemente scoperta dai geologi del parco si trova per l’esattezza in un sotto-bacino del Norris Geyser Basin, noto come Porcelain Basin. Ha un diametro di circa quattro metri e l’acqua che contiene è calda (circa 43° centigradi) e di colore azzurrino.Tutto attorno i geologi hanno trovato piccoli frammenti di roccia ricoperti di un sottile strato di polvere e fango: indizi di un’esplosione idrotermale, spiegano Michael Poland, geofisico dello Us Geological Survey e responsabile scientifico dello Yellowstone Volcano Observatory, e Jeff Hungerford, geologo del Parco Nazionale di Yellowstone.Una comparsa “silenziosa”Dal punto di vista geologico, il bacino di Norris Geyser è considerato come una delle aree più dinamiche del parco. In passato, infatti, è stato teatro di numerose esplosioni idrotermali. Una, per esempio, si era verificata ad aprile dello scorso anno e aveva portato alla formazione di un cratere di un paio di metri di diametro.Un’esplosione idrotermale in quest’area, quindi, non è di per sé una novità. Il fatto curioso è che la nuova formazione sarebbe comparsa in modo “silenzioso”, per così dire. La stazione di monitoraggio presente presso il bacino di Norris Geyser, che sfrutta gli infrasuoni per rilevare le esplosioni idrotermali o eventi simili, non avrebbe infatti registrato forti segnali nel periodo in cui il nuovo buco si è formato. I dati satellitari indicano che la formazione non era presente prima del 19 dicembre 2024, mentre il 6 gennaio di quest’anno si iniziava ad intravedere una depressione del suolo in quella zona. Infine, raccontano ancora gli esperti, un’immagine satellitare del 13 febbraio mostra la buca come la vediamo oggi.Gli unici segnali rilevati dalla stazione di monitoraggio in questo periodo risalirebbero al 25 dicembre 2024, al 15 gennaio e all’11 febbraio di quest’anno, ma si tratta di segnali piuttosto deboli, spiegano Poland e Hungerford. La conclusione è che il nuovo buco si sia formato non con un’unica violenta esplosione, ma a seguito di piccoli eventi successivi. I geologi l'hanno scoperto il 10 aprile scorso, ma la descrizione dettagliata è stata diffusa nei giorni scorsi.Anche se la formazione non si trova vicino ai percorsi a cui hanno accesso i visitatori del parco, “penso che sia un buon promemoria del perché è così importante rimanere su sentieri e passerelle segnalate quando si esplorano i bacini dei geyser di Yellowstone”, ha commentato Poland su Newsweek: “Il terreno è instabile e in alcuni punti c'è molto vapore e acqua calda appena sotto la superficie. Una persona potrebbe facilmente sfondare una crosta sottile e finire nei liquidi bollenti se si allontana dalle passerelle”.