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Ultimo aggiornamento: 21:35

Sette settimane di silenzio, poi la ripresa dei colloqui. Che durano appena 40 minuti e non riprenderanno giovedì. I negoziatori russi e ucraini sono tornati a parlarsi nella terza tornata delle trattative avviate a Istanbul con la mediazione della Turchia. In teoria sarebbero dovuti servire, lo auspicava anche Volodymyr Zelensky, per aprire la strada a un vertice con Vladimir Putin. Ma il “lavoro complesso” di preparazione al quale aveva alluso il Cremlino si è manifestato plasticamente nella durata del tavolo. Meno di un’ora e due sole decisioni: un nuovo scambio di militari e anche di civili, per un totale di 1.200 per parte, e nessun nuovo faccia a faccia nella giornata di giovedì.

Le posizioni tra Russia e Ucraina sulle rispettive proposte di pace rimangono “distanti“, ma le due parti hanno deciso di continuare i contatti, ha detto il capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky. Il capo negoziatore ucraino, Rustem Umerov, ha invece fatto sapere di avere “proposto alla parte russa di tenere un incontro fra i leader entro la fine di agosto“. “Accettando questa proposta – ha aggiunto – la Russia può chiaramente dimostrare il suo approccio costruttivo a tutti nel mondo, compresi i nostri i partner”. “L’Ucraina – ha concluso – continua a insistere per un cessate il fuoco pieno e incondizionato come base necessaria per una diplomazia efficace”. La replica del capo negoziatore russo Vladimir Medinsky è arrivata subito dopo, affermando che per organizzare un vertice tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, “prima deve essere messa a punto un’intesa e deciso cosa deve essere discusso” in questo vertice.