Dipende dalla gravità dei fatti, dai casi specifici e dalla forza economica dell'azienda: è quindi incostituzionale il tetto di sei mensilità imposto all'indennità risarcitoria nelle piccole imprese in caso di licenziamenti illegittimi.

Così, in estrema sintesi, a distanza di poco più di un mese dall'esito dei referendum sul lavoro, una sentenza della Corte Costituzionale riporta all'attualità proprio uno dei quesiti referendari proposti dalla Cgil ed uno dei nodi più divisivi di quel Jobs act che nel 2015 ha rivoluzionato molte parti dello Statuto dei lavoratori auspicando anche un intervento legislativo in merito. E a sottolineare che la posizione della Corte "è esattamente la richiesta che facevamo noi con il referendum" arriva il commento del leader della Cgil Maurizio Landini che invita "a rimettere il lavoro al centro della discussione politica e sociale del paese". La necessità di un intervento di legge con il pieno coinvolgimento delle parti sociali viene sottolineata anche dal segretario confederale della Cisl Mattia Pirulli che, "in attesa di leggere la sentenza", ritiene positiva la decisione della Corte.

"Ben vengano queste sentenze che scardinano, pezzo per pezzo, norme che creano differenti trattamenti tra lavoratori", dice dalla Uil la segretaria confederale Ivana Veronese. "Inoltre, per quel che ci riguarda, i licenziamenti illegittimi non dovrebbero prevedere solo il risarcimento, ma anche il reintegro".