Le urla che svegliano l’intero isolato, tra il fumo che invade la strada: «Fate presto! C’è mia mamma lì dentro». Mercoledì mattina, in via Umberto Fogagnolo, in centro a Sesto San Giovanni, il ricordo del caos della notte precedente è ancora vivo tra i residenti svegliati dall’arrivo in massa dei soccorsi, vigili del fuoco e personale del 118 intervenuto per un incendio divampato al piano terra del civico 130. Ma è sembrata ancora più strana la presenza di tanta polizia a ore di distanza dal fatto. «Un omicidio?», chiedono i passanti increduli alla vista delle telecamere.
Girando il cadavere, disteso sul letto a pancia in giù, su un materasso andato a fuoco, sono spuntate poi le numerose ferite da arma da taglio. Elementi che hanno indirizzato le indagini verso l’ipotesi dell’uomo ucciso da un assassino che poi ha appiccato un incendio nel tentativo di cancellare le prove. Ma sono ancora diversi i punti interrogativi a cui rispondere per chiarire quanto successo nella notte tra martedì e ieri, verso le tre e mezza. Qui infatti, nella camera da letto di una casa al piano ammezzato che affaccia sulla strada, è stato trovato un uomo senza vita. Alla vittima deve ancora essere dato un nome. Ma stando a quanto emerso da materiale trovato all’interno dell’abitazione, e ad alcune testimonianze raccolte dagli agenti della squadra Mobile, guidati da Alfonso Iadevaia e coordinati dal pm di Monza Marco Santini, si tratterebbe di un sessantenne italiano con origini turche, anche se non c’è ancora certezza: il corpo era semicarbonizzato e al momento i match delle impronte digitali con la banca dati non avrebbero dato riscontri.









