Giorgia Meloni fa un elenco dei settori ufficiali in cui l’Italia e le sue aziende — coordinate da Farnesina e Palazzo Chigi — si sono impegnate nella ricostruzione della Ucraina: «Ci siamo impegnati ad allargare l’area del nostro intervento su alcuni ambiti come energia, infrastrutture critiche, trasporti, agricoltura e salute». Non cita in modo esplicito la Difesa, la premier. Eppure nei grandi saloni della Nuvola di Fuksas, all’Eur, la sola ipotesi fa capolino nelle conversazioni di molti delegati: anche il nostro Paese potrebbe seguire l’esempio tedesco. Così come la multinazionale delle armi Rheinmetall ha installato fabbriche di munizioni in territorio ucraino, alcune nostre aziende militari potrebbero sviluppare cooperazioni dirette, e produzioni, con Kiev.
Il dossier militare allo studio del governo Meloni: cooperazioni dirette con Kiev sulle armi
L’Italia potrebbe seguire l’esempio tedesco. Se Meloni insiste sul concetto di deterrenza militare come chiave per contrastare le mire di Mosca, Zelensky pensa alla difesa aerea e alla produzione di droni








