BOLOGNA – Non lascia passare sotto silenzio l’intervento in aula di Priamo Bocchi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che a proposito di pillola abortiva Ru486 assumibile anche a casa aveva detto: “Le donne espellono il feto e tirano lo sciacquone”. Per l’assessore regionale alla Salute Massimo Fabi il meloniano ha usato “parole inqualificabili, volgari e indegne nei confronti non solo della procedura sanitaria, ma soprattutto delle donne che, con consapevolezza e dolore, si trovano a dover affrontare una scelta difficile". Per Fabi “non è accettabile che il dibattito politico su temi così delicati venga avvelenato da toni ideologici, disinformazione e giudizi moralistici" e, contestando le campagne di affissione di manifesti contro la Ru486 delle associazioni Pro Vita, sottolinea "la totale infondatezza scientifica e la pericolosità sociale della campagna contestata".
Bologna, consigliere Bocchi (FdI): "Ru486 a casa? Le donne gettano il feto e tirano lo sciacquone"
Proprio in virtù della sicurezza della pillola 'del giorno dopo', la Regione ha voluto estendere a ottobre 2024 il percorso di assunzione domiciliare della Ru486, la pratica contro la quale si era scagliato Bocchi nell’aula dell’Assemblea legislativa. "I toni allarmistici usati nella campagna di affissione promossa dall'associazione Pro Vita & Famiglia onlus” bloccata dal Comune di Parma “rappresentano una forma di violenza psicologica e morale nei confronti delle donne. Si tratta di un messaggio teso unicamente a incutere timore su una procedura medica sicura, certificata e sempre più diffusa".







