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Alberto Giulini

Trent’anni, arriva dall’Algeria, fa l'ambulante a Porta Palazzo e dorme da conoscenti. È ricomparso ore dopo l'incendio per portare una rosa alla donna: «Sono qua per trovare un lavoro: sono elettricista e decoratore»

«Paura di morire? No, in quel momento ho solo pensato a salvare una donna». Abdelhafid Masfar ha trent’anni, arriva dall’Algeria ed è un venditore ambulante nella zona di Porta Palazzo. Ieri pomeriggio, poco dopo le 15, ha vestito i panni dell’eroe: si trovava in corso Giulio Cesare, dove è solito allestire un banchetto, quando alcune urla hanno attirato la sua attenzione. «Fuoco, fuoco, fuoco», ha gridato l’amico Abdullah Raddad, 55 anni, indicando un appartamento al primo piano del civico 9. Quando ha visto le fiamme e il fumo fuoriuscire dall’alloggio, Abdelhafid non ci ha pensato due volte e si è precipitato a controllare se qualcuno fosse in pericolo.

L'anziana in epricolo«Mi sono arrampicato a mani nude, ho rotto la finestra con una ginocchiata e sono entrato in casa», racconta l’uomo, 30 anni. È a Torino da sei mesi, fatica ancora con l’italiano e Abdullah lo aiuta a trovare le parole. «Ho subito visto una donna, era a terra senza sensi. All’interno dell’appartamento non si respirava, come prima cosa l’ho sollevata e sorretta fino alla finestra per una prima boccata d’ossigeno. In casa c’era fumo ovunque e non si vedeva nulla, anche spostarsi era quasi impossibile. Ho usato la torcia del telefono per orientarmi, ho raggiunto la porta e l’ho aperta. Là fuori c’erano altre persone, salite dalle scale: mi hanno aiutato a sorreggere la signora e portarla in strada».