TORINO. Ferrero compra WK Kellogg per 3,1 miliardi di dollari. Il gruppo italiano acquisisce uno dei nomi storici della colazione americana, entrando nel mercato dei cereali con marchi iconici come Froot Loops, Frosted Flakes e Special K. La società albese fondata da Michele Ferrero ha offerto 23 dollari per azione in contanti, con un premio del 40% rispetto alla media dei prezzi delle ultime quattro settimane. Ed è inoltre prevista un’uscita dal Wall Street per la società statunitense. L’operazione, approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione della società americana, segna un passaggio cruciale nella strategia di espansione e diversificazione del gruppo piemontese, che da anni rafforza la sua presenza negli Stati Uniti attraverso acquisizioni mirate. Con WK Kellogg, Ferrero non solo entra in una nuova categoria merceologica ma aggiunge al proprio portafoglio uno dei più riconoscibili brand dell’alimentazione americana, in un mercato da miliardi di dollari l’anno. Fondata nel 1894 da Will Keith Kellogg, la società è oggi tra i principali produttori di cereali da prima colazione negli Stati Uniti, con marchi conosciuti in ogni casa americana: Frosted Flakes, Froot Loops, Rice Krispies, Special K, Raisin Bran, Kashi, Frosted Mini Wheats e Bear Naked, tra gli altri. Dopo lo spin-off dal colosso Kellogg Company (ora Kellanova) nel 2023, WK Kellogg era diventata una società indipendente, ma più esposta alle pressioni di mercato, con una capitalizzazione di circa 1,5 miliardi di dollari e un debito superiore ai 500 milioni. Ora entra a far parte di una realtà molto più solida: Ferrero ha chiuso l’ultimo esercizio con ricavi per 18,4 miliardi di euro (circa 21,5 miliardi di dollari), in crescita del 9%, sostenuti soprattutto dal mercato nordamericano. La sede storica di Battle Creek, nel Michigan, resterà operativa e diventerà il quartier generale delle attività nel comparto cereali per il Nord America. Il gruppo italiano conta oggi 14.000 dipendenti in Nord America, distribuiti su 22 impianti produttivi e 11 sedi operative, e con questa mossa punta a presidiare in modo ancora più capillare tutte le fasce di consumo della giornata, dalla colazione fino agli snack e ai dessert. Ecco i prodotti per la colazione più celebri del marchio Usa Secondo il presidente esecutivo Giovanni Ferrero, «questa acquisizione è molto più di un’operazione finanziaria: è l’incontro tra due storie industriali con profonde radici familiari e una base di consumatori fedeli». La dichiarazione è in linea con la filosofia aziendale del gruppo albese, che ha costruito la propria espansione globale con un approccio graduale ma determinato, sempre mantenendo il controllo familiare e un forte legame con i territori di origine. Negli ultimi anni, Ferrero ha seguito una strategia coerente di acquisizioni negli Stati Uniti. Nel 2018 ha comprato per 2,8 miliardi di dollari il ramo dolciario statunitense di Nestlé, includendo marchi come Butterfinger, CRUNCH, Baby Ruth e Fannie May. L’anno dopo è stata la volta dei biscotti Keebler, mentre nel 2022 Ferrero ha rilevato Wells Enterprises, produttore dei gelati Blue Bunny e Halo Top, rafforzando la propria posizione anche nei surgelati. L’ingresso nel mercato dei cereali rappresenta una naturale estensione, che conferma Ferrero come uno dei player più dinamici dell’industria alimentare mondiale. Dal punto di vista industriale, l’integrazione di WK Kellogg amplia il portafoglio del gruppo non solo in termini di prodotti ma anche di occasioni di consumo. La prima colazione è un segmento in evoluzione: l’aumento dei prezzi e la crescente attenzione alla salute hanno spinto i consumatori verso scelte diverse rispetto al passato, penalizzando i cereali più zuccherati e tradizionali. In questo contesto, Ferrero punta a portare nuova linfa a un comparto maturo, ma ancora strategico. Le sinergie operative, la capacità di rilancio dei brand acquisiti e l’esperienza nel rebranding potrebbero dare un nuovo slancio a marchi che hanno perso quota negli ultimi anni. WK Kellogg, che non ha organizzato una call per la trimestrale a causa della transazione in corso, ha comunque diffuso dati preliminari per il secondo trimestre 2025: ricavi tra 610 e 615 milioni di dollari e EBITDA rettificato tra 43 e 48 milioni. Numeri stabili, ma che riflettono una crescita contenuta in un contesto competitivo sempre più affollato. L’operazione con Ferrero arriva dunque in un momento cruciale, offrendo alla società americana risorse e struttura per affrontare una nuova fase di sviluppo. Come ha spiegato il CEO Gary Pilnick, «unirsi a Ferrero significa poter contare su un azionista stabile, con valori affini a quelli del nostro fondatore W.K. Kellogg, e con la capacità di investire nel futuro del settore». L’accordo, oltre al prezzo in contanti, prevede il delisting delle azioni di WK Kellogg dalla Borsa di New York. Gli advisor finanziari dell’operazione sono Lazard e BofA Securities per Ferrero, Goldman Sachs e Morgan Stanley per WK Kellogg. I consulenti legali sono Davis Polk & Wardwell LLP per Ferrero e Kirkland & Ellis LLP per la controparte. Nel nuovo scenario post-acquisizione, Ferrero si ritrova in una posizione chiave nell’alimentare confezionato globale. Mentre i grandi gruppi si muovono verso aggregazioni sempre più estese — basti pensare al recente accordo tra Mars e Kellanova sugli snack — la società italiana mostra di saper scegliere con precisione gli asset da integrare, puntando su marchi con forte riconoscibilità ma bisognosi di rilancio. I cereali rappresentano una scommessa industriale ma anche simbolica. Ferrero — da sempre sinonimo di dolcezza e «indulgence», come dicono gli influencer globali — entra nel momento della giornata più identitario per milioni di americani, in un segmento dove la componente affettiva dei brand è decisiva. Ma proprio questa familiarità potrebbe rivelarsi l’arma segreta per un gruppo che, con Nutella, Kinder, Ferrero Rocher, Tic Tac e decine di altri marchi, ha già dimostrato di saper presidiare con successo mercati ad alta fedeltà. Il piano sembra essere chiaro per la multinazionale italiana. Vale a dire, il presidio di ogni momento del consumo domestico con prodotti ad alto valore percepito, gestiti con una logica integrata e visione di lungo periodo. Con WK Kellogg, Ferrero compie un altro passo deciso verso questo obiettivo. Con Mars, il colosso che ha comprato Kellanova (ovvero la divisione snack di Kellogg), nel mirino.
Ferrero, maxi-colpo negli Usa: compra Kellogg per 3 miliardi
L’acquisto per crescere con i cereali e i prodotti per la colazione. Giovanni Ferrero: «Non è solo un’acquisizione: è l’unione di due aziende con un’eredità im…










