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Donald Trump ha diffuso una lettera indirizzata al governo brasiliano in cui dice che, se non verrà interrotto il processo contro l’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, gli Stati Uniti imporranno dazi del 50 per cento sulle merci brasiliane. Bolsonaro è un noto alleato di Trump, e la richiesta è un’ingerenza nell’autonomia giudiziaria di un paese straniero piuttosto inedita anche per i suoi standard.
Bolsonaro governò il Brasile dal 2019 al 2022, quando fu sconfitto dall’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva, noto come Lula. È sotto processo con l’accusa di aver progettato un colpo di stato, di aver incoraggiato i suoi sostenitori ad assaltare gli uffici delle principali istituzioni governative nella capitale Brasilia all’inizio del 2023 e di aver progettato – senza poi realizzarlo – l’omicidio di tre avversari politici: Lula, il suo vicepresidente Geraldo Alckmin e il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes.
Nella lettera Trump ha definito il processo «una caccia alle streghe» e una «vergogna internazionale» e ha chiesto che sia chiuso immediatamente. Trump ha detto che i dazi maggiorati entreranno in vigore il prossimo 1° agosto: al momento sono al 10 per cento, la base minima introdotta da Trump per praticamente tutti i paesi.













