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Ultimo aggiornamento: 10:43

Dopo aver saputo che il figlio Fabio era morto, cadendo sulle rocce di un torrente sull’Appennino tra Modena e Bologna, il padre Aurelio si è tolto la vita. Nel tardo pomeriggio dell’8 luglio, il 36enne Fabio Marchioni, noto albergatore di Sestola (Modena), a due passi dal Monte Cimone, è morto dopo essere precipitato sulle cascate del torrente Dardagna. Un episodio di cui non è chiara la dinamica, ma per il quale prevale l’ipotesi dell’incidente. A trovarlo, alcuni turisti che hanno avvisato i soccorritori; alcuni di loro avrebbero riferito di averlo visto cadere. Ma il giovane è morto sul colpo e inutili sono stati i tentativi di rianimarlo da parte del 118.

Il padre Aurelio, 68enne, anche lui gestore dell’albergo di famiglia da generazioni, l’Hotel del Corso in centro a Sestola, si sarebbe ucciso, poco dopo, per il dolore. Ieri sera non ha fatto ritorno a casa e il suo corpo l’hanno recuperato i Vigili del fuoco questa mattina all’alba, poco dopo le 5.30. Il 68enne si sarebbe buttato da un ponte a poca distanza dal luogo dove è stato trovato morto il figlio.

Per gli accertamenti procedono i carabinieri, che stanno sentendo testimoni e ricostruendo il contesto di quello che ha avvenuto. La tragedia ha profondamente scosso la comunità sull’Appennino dove la famiglia era molto conosciuta. La madre di Fabio, moglie di Aurelio, insieme a un altro figlio, residente in un’altra città. Dalle prime informazioni il 36enne era solito andare a camminare in quel luogo, dove c’è uno specchio d’acqua e dove, anche con gli amici, andava a rinfrescarsi. Ieri potrebbe essere scivolato su una roccia. Il genitore aveva vissuto altri drammi in famiglia, diversi anni fa, quando morì un’altra figlia, da piccola.