Talmente un "fantasma" da sparire per davvero da Montecitorio, ma stavolta per "squalifica". Riccardo Magi, deputato di +Europa, paga con due giornate di interdizione dai lavori parlamentari la "carnevalata" imbastita in aula alla Camera lo scorso 14 maggio, quando durante il premier-time con Giorgia Meloni presente e "dialogante" con le forze di maggioranza e opposizione aveva pensato bene di travestirsi da spettro, mettendosi un telo bianco a coprirsi capo e spalle, per lamentare in maniera eclatante il silenzio del governo sui quesiti referendari che si sarebbero tenuti qualche giorno dopo, l'8 e 9 giugno scorso (che per la cronaca finirono con il quorum lontanissimo dal raggiungimento, come ampiamente previsto: una sonora battuta d'arresto per la sinistra).
La decisione dell'ufficio di presidenza della Camera non è stata ancora formalizzata e sarà probabilmente annunciata domani, mercoledì 9 luglio, in Aula.
RICCARDO MAGI, TUTTI I FALLIMENTI DELL'UOMO CHE INSULTA MELONI
Il pubblico, diceva Oscar Wilde, è meravigliosamente tollerante, perdona tutto tranne il genio. Riccardo Magi non...
"Prendo atto di questa sanzione, ovviamente la rispetto, ma - dice Magi conversando con i giornalisti a Montecitorio - i motivi di quell'azione politica restano tutti senza responsabili e irrisolti. Quell'azione politica aveva come motivi la mancanza di informazione sul referendum, la paralisi della commissione di Vigilanza Rai che è ancora paralizzata dall'ostruzionismo della maggioranza. Quindi anche la commissione di Vigilanza Rai è ridotta a un fantasma. Ma di questo nessuno se ne occupa". Insomma, verrebbe da dire: occhio al replay.






