La domanda di energia dell'intelligenza artificiale raddoppia ogni 100 giorni man mano che questi strumenti diventano parte integrante della vita di tutti i giorni.

E' il calcolo fatto dall'Unesco in uno studio presentato all'AI Global Summit, in cui l'organizzazione delle Nazioni Unite invita a porre domande più brevi a questi sistemi per ridurne l'impronta energetica.

"La crescita esponenziale della potenza computazionale necessaria per eseguire questi modelli - avverte lo studio - sta esercitando una pressione crescente sui sistemi energetici globali sulle risorse idriche e sui minerali critici sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità ambientale, sull'accesso equo e sulla concorrenza per risorse limitate".

Una combinazione di richieste più brevi e l'utilizzo di modelli più piccoli e più specifici potrebbe ridurre il consumo di energia dell'intelligenza artificiale fino al 90% senza sacrificare le prestazioni, afferma l'Unesco. Ad oggi, infatti, molti modelli di intelligenza artificiale come ChatGpt sono generici e progettati per rispondere ad un'ampia varietà di argomenti, il che significa che devono vagliare un immenso volume di informazioni per formulare e valutare le risposte.