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Una cellula britannica legata a Wagner e all’intelligence russa pianificava sabotaggi e rapimenti a Londra. Obiettivo: destabilizzare l’Europa usando criminali comuni come armi ibride

È una vicenda emblematica della guerra ibrida russa e delle modalità sempre più sofisticate con cui il Cremlino cerca di destabilizzare il cuore dell’Europa quella di sei cittadini britannici condannati per aver operato al servizio del famigerato gruppo Wagner, la milizia paramilitare associata al regime di Vladimir Putin, guidata un tempo da Evgeny Prigozhin, nota per la sua brutalità in teatri di conflitto che vanno dall’Ucraina al Sahel.

Il caso, rivelato ieri a Londra, mostra come Mosca stia reclutando giovani criminali di strada attraverso la propaganda digitale e strumenti di messaggistica cifrata per condurre azioni di sabotaggio sul territorio europeo. A guidare la cellula britannica è stato Dylan Earl, 20 anni, convertito alla causa filorussa tramite i canali Telegram di Wagner, e pronto a colpire obiettivi strategici a Londra. Earl si vantava di poter costruire un "collegamento" tra il Wagner Group, l'IRA e il cartello criminale irlandese Kinahan.