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Il ministro dell'Interno è tornato su quanto accaduto a Bengasi: "È stato un corto circuito protocollare. Sui migranti non temo ritorsioni"
Un incidente diplomatico, non un respingimento. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è tornato su quanto accaduto martedì in Libia, dove è stato bloccato insieme al Commissario per le Migrazioni Magnus Brunner e ad altri colleghi europei. "È stato un corto circuito protocollare che riguardava la composizione delle delegazioni che dovevano incontrarsi. Ma non ha coinvolto l’Italia" ha spiegato il titolare del Viminale al Corriere della Sera, smentendo la versione del "respingimento": "Nessun respingimento ma più concretamente un annullamento della riunione all’ultimo momento".
Nessun tentativo di minimizzare, ha precisato Piantedosi, rimarcando che "non è un incidente da poco" ed è soprattutto "una occasione perduta": "Sarebbe stata la prima volta di una visita in Cirenaica di una delegazione guidata dalla Commissione europea. Però credo che non vadano neanche ingigantite le possibili conseguenze, perché certamente su questo peseranno i buoni rapporti che i Paesi europei hanno con quella parte della Libia".






