Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato oggi che lui e Donald Trump condividono pienamente la strategia per giungere a un accordo sulla liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas, ma ha chiarito che Israele non firmerà alcun patto “a ogni costo”. “Il presidente Trump e io abbiamo un obiettivo comune: ottenere il rilascio dei nostri ostaggi, porre fine al governo di Hamas a Gaza e garantire che la Striscia non rappresenti più una minaccia per Israele”, ha detto Netanyahu parlando con la stampa al Congresso degli Stati Uniti, prima di incontrare il leader della maggioranza al Senato, John Thune.

Gli Stati Uniti imporranno sanzioni a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi a Ginevra. Lo ha annunciato il segretario di stato Marco Rubio, criticando gli “illegittimi e vergognosi sforzi di Albanese per fare pressione sulla Corte Penale Internazionale affinché agisca contro funzionari, aziende e leader statunitensi e israeliani”

Hamas ha annunciato di aver mostrato “flessibilità” nei colloqui in corso con Israele, giunti al quarto giorno, dichiarandosi disposto a rilasciare dieci ostaggi nell’ambito di un possibile accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. In una dichiarazione ufficiale, riportata dal Times of Israel, il movimento palestinese ha sottolineato che sta lavorando “in modo serio e con spirito positivo con i mediatori per superare gli ostacoli”, pur riconoscendo che permangono divergenze su alcune questioni fondamentali. Tra i nodi ancora da sciogliere figurano l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza, il ritiro delle forze israeliane dal territorio e la necessità di garanzie concrete per un cessate il fuoco permanente. Nonostante la rarità di un simile comunicato durante negoziati in corso, il messaggio non segnala però progressi concreti nelle trattative