Viaggio all’inferno. Andata e ritorno. Così può descriversi - dal punto di vista borsistico - la dinamica del titolo di CrowdStrike nell’ultimo anno. La società statunitense, attiva nella sicurezza informatica e quotata al Nasdaq, nella seconda metà del luglio dello scorso anno e’ letteralmente tracollata. Alla chiusura del 16/7/2024 viaggiava intorno a 369 dollari. Poi, il 5 agosto le sue azioni sono arrivate a toccare il minimo intraday di 200,8 dollari. Il tonfo è stato del 45,6%. Successivamente, il titolo si è ripreso e, attualmente, viaggia sui massimi storici.

Il black out

Perché? E’ accaduto che CrowdStrike è rimasta coinvolta in uno dei maggiori blackout digitali non causati da attacchi informatici. Milioni di computer Windows hanno smesso improvvisamente di funzionare. Aeroporti bloccati. Aziende ferme. Ospedali in difficoltà. La causa? Un aggiornamento per software - almeno questa è la versione ufficialmente accettata - rilasciato proprio da CrowdStrike.

In particolare, il 19 luglio - mentre molti sistemi della casa di Redmond andavano in crash - ci si interrogava su cosa stesse accadendo. Per un po’ non sono arrivate spiegazioni: non si capiva se l’ “incendio” fosse nel prodotto “made in Microsoft” o nel software di CrowdStrike. Solo qualche ora dopo lo stop generalizzato - e molte proteste dei clienti - è arrivata la giustificazione tecnica.