Melchiorre Milco Dalacchi ha insegnato per tanti anni arte nelle scuole della Sicilia, in particolare negli istituti di istruzione secondaria a Palermo, anche in quartieri complessi. Ha sempre, però, mantenuto un legame stretto con Naro, in provincia di Agrigento, sua cittadina di origine. Perciò, chiamato a candidarsi a sindaco, non ha esitato, accettando, vincendo e coinvolgendo molti giovani nella sua squadra. Il «patto», però, con la cittadinanza e con se stesso era chiaro sin dall’inizio: primo cittadino e al contempo cultore, testimone e attivista artistico. Cosa vuol dire? Beh, portare avanti la crociata per la valorizzazione del patrimonio di Naro e della sua personale collezione. Se, infatti, la cittadina agrigentina, a lungo occupata dagli arabi che hanno lasciato in dote uno splendido castello affacciato sul lago-diga San Giovanni, vanta ricchezze di architettura ecclesiastica davvero eccelse improntate principalmente sullo stile gotico e normanno - la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandra custodisce gioielli scultorei e pittorici importanti nella storia della Sicilia, così come la Chiesa Madre conserva piccoli tesori, e anche la Chiesa di San Giovanni Evangelista può fregiarsi di un coro ligneo cinquecentesco opera di Marcantonio Zucchi -, ebbene anche Debacchi può andare fiero della sua personale collezione.
Il sindaco dei ventagli (e degli oggetti perduti) «Ecco la mia casa museo»
Melchiorre Mirco Dalacchi nella propria abitazione e in alcune sale del castello di Naro (Ag), il professore oggi primo cittadino ha raccolto ventagli, cappelli, abiti e oggetti personali appartenuti alla nobiltà strappandoli all’usura del tempo






