È capitato, in quasi cinque lustri di carriera, che la mano di Fabio Fognini da Arma di Taggia fosse più educata di certi suoi comportamenti. E se non è elegante ricordare le racchette rotte e gli orribili insulti rivolti a una malcapitata giudice di sedia nel giorno del ritiro, annunciato qui a Londra tornando sul luogo del (quasi) delitto di Alcaraz al primo turno del suo 15° e ultimo Wimbledon (63 presenze Slam), vale la pena sottolineare che a 38 anni, marito di Flavia (Pennetta) e tre volte papà, l’attempato reprobo è arrivato a una sintesi che sa di autoanalisi: «A volte ho tirato su una barriera per difendere la mia sensibilità. Tornando indietro, farei di più e di meglio».