Ha aperto soltanto a marzo, ma sembra uno di quei posti a cui newyorkesi e turisti (principalmente orientali) non riescono già a fare a meno: 12 è il regno del matcha, un luogo dove i clienti si mettono in fila di buon’ora e attendono. Quando il sole picchia forte su Bond Street, a NoHo, un commesso esce e distribuisce ombrelli, ovviamente col marchio 12, e aiuta a trovare un pizzico d’ombra prima dell’ingresso. Aperto dal mercoledì alla domenica, dalle 9 alle 16, come ha fatto a entrare nel cuore degli appassionati di matcha?

La filosofia

“Uniamo prospettive multiculturali, esperienze che arrivano da artigiani culinari, specialisti in scienze alimentari a designer interdisciplinari. Collaboriamo con pluripremiati maestri del tè e artigiani di quinta generazione della città giapponese di Uji, creiamo prodotti ed esperienze uniche”, dicono i proprietari di un’attività che conferma il momento d’oro di questa bevanda orientale. Che a New York ha trovato la sua dimensione, che in Italia arranca nell’affermarsi in un settore nel quale, inutile dirlo, il caffè continua a recitare la parte del padrone. Perché in più angoli della metropoli aprono matcha-bar.

La lunga coda per entrare al 12 di New York