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27 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:49
Donald Trump vince una battaglia nella più ampia guerra sullo ius soli. La Corte Suprema ha dato ragione al presidente degli Stati Uniti, autorizzando l’entrata in vigore in molte parti degli Stati Uniti dell’ordine esecutivo con il quale il presidente ha messo fine al “birtright citizenship“, la cittadinanza per diritto di nascita che è stato alla base dello sviluppo degli Stati Uniti. La Corte ha votato 6-3, dividendosi tra giudici conservatori e progressisti, stabilendo che i giudici federali di grado inferiore non hanno il potere di bloccare a livello nazionale i provvedimenti esecutivi della Casa Bianca. La sentenza è destinata ad avere un impatto ben più ampio rispetto allo ius soli, ampliando di fatto il potere esecutivo. “Vittoria enorme alla Corte Suprema! – ha esultato Donald Trump su Truth – Persino la bufala del diritto di cittadinanza per nascita è stata indirettamente, colpita. Congratulazioni al Procuratore Generale Pam Bondi, al Procuratore Generale John Sauer e a tutto il Dipartimento di Giustizia”.
La sentenza ha implicazioni più ampie che il solo stop allo ius soli, sul cui merito di costituzionalità i giudici della Corte non sono intervenuti. Per ora, tuttavia, i giudici hanno limitato le sentenze dei tribunali inferiori a bloccare l’ordinanza di Trump solo per quanto riguarda i 22 Stati a guida democratica, in attesa delle cause intentate contro il provvedimento presidenziale. Le sentenze emesse per bloccare l’ordine esecutivo, argomenta la maggioranza conservatrice della Corte, possono valere solo per i gruppi e individui che hanno presentato ricorso contro di esso.










