Galeotto fu il San Carlo, dove i suoi genitori si incontrarono: la mamma cantante d’opera afroamericana e il papà macchinista teatrale. E lui c’è andato, un paio d’anni fa, a visitarlo mentre era chiuso: un vigilante fu colpito dalla sua commozione e lo fece entrare. Scorre sangue napoletano nelle vene di Giancarlo Esposito, che pronuncia il suo cognome con l’accento giusto sulla «e» ed è arrivato in gran forma a Vico Equense per ricevere il Premio come «attore internazionale dell’anno» al Social World Film Festival diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo. Sessantasette anni, una carriera iniziata da bambino nella parte di uno schiavo in un musical di Broadway, Esposito ha oggi all’attivo più di cento film, con registi come Francis Ford Coppola, Spike Lee e Abel Ferrara, e poi film Disney, un web serie dedicata al videogioco Payday 2, e tanto, tantissimo altro. Pure molta tivù: è stata la serie cult «Breaking Bad», dove interpreta il boss del narcotraffico Gustavo «Gus» Fring, a dargli una notorietà mondiale. A Vico ha partecipato a una masterclass con i ragazzi della giuria «giovani» e poi alla proiezione serale del suo ultimo film, «Captain America: Brave New World», dove veste i panni del mercenario Sidewinder.