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A fine aprile l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha approvato un nuovo regolamento per la tutela degli utenti, che tra le altre cose introduce l’obbligo per gli operatori mobili di mostrare dei bollini colorati sulle loro promozioni per il 5G: verde se non hanno limitazioni di velocità, giallo o rosso se invece comprendono limiti nella connessione. L’iniziativa è pensata per avere maggiore trasparenza quando si sottoscrive un piano tariffario, ma non è detto che risolva un problema che sperimentano in molti: lo smartphone che indica di essere sul 5G, anche se in realtà non sta navigando in 5G e di conseguenza la connessione è lenta.

L’indicazione della rete mobile sullo schermo con la scritta 5G non garantisce infatti che si stia effettivamente navigando su una vera e propria rete di quel tipo. In alcuni casi la dicitura indica una disponibilità teorica, dovuta al fatto che lo smartphone ha rilevato una cella in cui è disponibile il segnale 5G, ma questo non implica che necessariamente il segnale stia passando su quella rete (una cella corrisponde all’area che riesce a coprire un’antenna della rete mobile).

L’antenna (o le antenne) cui è collegato lo smartphone trasmettono un segnale contenente diverse informazioni sulle tecnologie che utilizzano per inviare e ricevere i dati. Se il telefono è compatibile con il 5G, e questo è elencato nei sistemi disponibili, allora il suo sistema operativo (Android o iOS per gli iPhone) decide se mostrare o meno la scritta del 5G. Alcuni smartphone la mostrano non appena captano la presenza di una rete 5G, anche se nei fatti la connessione che stanno utilizzando è ancora di tipo 4G, mentre altri sono più selettivi e indicano il 5G solo quando è effettivamente attiva una rete di questo tipo.