Da una parte un austero avvocato d’affari divenuto banchiere centrale: è nato nella composta aristocrazia del denaro di Washington, ha studiato dai gesuiti, discende da un nonno rettore della Scuola di legge della Catholic University of America. Dall’altra un immobiliarista convertito alla politica: più volte in bancarotta, asceso alla fama grazie a uno show televisivo (in cui gridava sempre «sei licenziato!»), discendente da un nonno immigrato dalla Baviera ad aprire hotel e postriboli per i cercatori d’oro. Il primo è presidente della Federal Reserve e ogni volta che appare in pubblico sembra che tutto lo stress del mondo esterno non lo sfiori. Il secondo è presidente degli Stati Uniti e ormai è al punto di insultare regolarmente l’altro: «È tremendo: penso sia una persona molto stupida, ottuso e ostinato, ha un quoziente d’intelligenza sotto la media. Pagheremo la sua incompetenza per anni».
Le mosse di Trump contro Powell, il banchiere della «resistenza»: in anticipo la scelta del successore alla Fed
Da una parte un austero avvocato d’affari divenuto banchiere centrale. Dall’altra un immobiliarista convertito alla politica. E ora il presidente della Fed nel mirino per il mancato taglio dei tassi







