La telenovela inscenata dal centrodestra sul terzo mandato sì/no sta tenendo ferma la partita non solo in Veneto ma anche in Campania. Oggi sullo schermo degli accordi tentati e sfumati dovrebbe apparire la parola “Fine”. Non ci saranno deroghe, dopo due legislature si chiude. Si apre quindi ufficialmente il ragionamento su quali saranno i veri candidati alla presidenza delle due Regioni. Sembra che Matteo Salvini sia riuscito a convincere Fratelli d’Italia a lasciare alla Lega il Veneto e che sarà il padovano Alberto Stefani, vicesegretario federale del partito nonché fedelissimo del Capitano, l’uomo chiamato a candidarsi per sostituire Luca Zaia. Questo non significa che la Lega abbia rinunciato a mantenere anche la Lombardia, tra due anni, in concomitanza con le Politiche. Fratelli d’Italia rivendica Milano, come formalmente rivendica ancora Venezia, ma la partita meneghina si giocherà a tempo debito e incrocerà quelle per la scelta del candidato sindaco e perla composizione delle liste per il prossimo Parlamento. Prescinderà dunque dall’esito di questo giro di Regionali 2025.

Apertissima, benché si debba decidere in fretta, è anche la questione campana. Il presidente Vincenzo De Luca scade il 22 ottobre e teoricamente ha tempo per convocare le urne fino all’ultimo giorno del suo mandato, il che vorrebbe dire andare a votare a Natale. Ma le scelte di ‘O Sceriffo non sono determinanti solo per i tempi. Il centrodestra aspetta le mosse del presidente uscente della sinistra per decidere il proprio candidato. Il Pd di Elly Schlein è convinto di aver risolto ogni problema con l’accordo con Giuseppe Conte sul nome di Roberto Fico. L’ex presidente grillino della Camera sta già battendo il territorio stringendo accordi nei Comuni. Il guaio è che De Luca non lo sopporta e non perde occasione per dirlo. La Nazarena pensa che alla fine abbozzerà, in cambio della conferma del figlio Piero alla Camera nelle file del Pd nella prossima legislatura e di un paio di assessori, tra cui il suo sodale, Fulvio Bonavitacola, attuale vicepresidente della Regione. La sua sicurezza però è figlia della scarsa esperienza.