Un po’ come succede a teatro, i protagonisti usano il prologo per prepararsi all’ingresso in scena. Di diritto la prima mossa spetta a Vincenzo De Luca, la vecchia volpe del palcoscenico. Il governatore uscente della Campania non vuole più aspettare, «à la guerre comme à la guerre». «Procediamo» è l’ordine di scuderia che lo «sceriffo» ha divulgato ai suoi. In pratica, «apriamo le ostilità, presentiamo la nostra lista». Con il fedelissimo, vicepresidente, Fulvio Bonavitacola candidato Presidente (o in alternativa l’assessore all’istruzione Lucia Fortini) ed il «mattatore» ex sindaco di Salerno capolista in tre delle cinque circoscrizioni (Napoli, Caserta e Salerno) per il Consiglio regionale. Un progetto ambiziosissimo, vincere con un terzo polo «civico», o male che vada spaccare l’armata brancaleone alle dipendenze del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. L’ex ministro dell’Università è infatti il ciambellano del campo largo, chiamato a costruire l’infrastruttura dai capi cantiere: Elly Schlein e Giuseppe Conte.