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Ho scoperto che mio marito mi tradiva con il solito trillo del cellulare mentre lui era sotto la doccia. Non so cosa mi sia preso ma quel segnale mi ha ribaltato lo stomaco e, anche se non lo avevo mai fatto, sono andata a vedere il messaggio. Inequivocabile, e non aggiungo altro. Lo so, mi sono infilata nel peggiore dei clichè, ma mi ci sono sistemata controvoglia. Le giuro che quando l’ho sentito chiudere l’acqua tremavo. Siamo sposati da vent’anni e non saprei dire se fosse mai successo prima. Di certo è successo ora. E io non vivo più. Nel senso che dopo mesi di scuse e giustificazioni e rassicurazioni io non riesco ancora a guardarlo negli occhi e la nostra convivenza si è trasformata in un inferno. Non mi fido più di nulla, non sono più certa di niente. Solo sospetti e umiliazioni. Oscillo tra l’aggredirlo ogni volta che rientra per chiedergli conto di dove sia stato e l’orgoglio muto che mi spinge a non rivolgergli la parola per fingere che non mi importi più di ciò che fa. Ma temo che nulla tornerà come prima e io non sarò più in grado di perdonarlo. Mi ha assicurato che l’altra donna non c’è più e che non è stata altro che un errore. Ma io lo guardo e non riesco a credergli. O forse sì, gli credo ma non riesco a perdonarlo per ciò che ci ha fatto. Per averci rotti. Il primo istinto è stato quello di buttarlo fuori di casa, poi mi sono rassegnata al suo opporsi. Ma sto male.






