Al centro del dibattito c'è sempre Jannik Sinner. E così ecco che ora, a dire la sua, ci pensa anche una leggenda del tennis quale Jimmy Connors, che ha voluto commentare il momento che sta attraversando il numero 1 al mondo.

Già, perché Jannik arriva da un paio di sconfitte brucianti: la prima nell'epica finale del Roland Garros contro Carlos Alcaraz e la seconda nel torneo su erba di Halle, dove è stato battuto da Alexander Bublik, poi vincitore nel singolare maschile. Alcuni osservatori hanno messo in relazione questi due risultati, ipotizzando che la delusione per la finale persa a Parigi - quei tre match point non convertiti, poche balle, pesano - abbia influito anche sulla prestazione successiva.

Nel suo podcast Advantage Connors, l’ex fuoriclasse statunitense ha detto la sua basandosi proprio su quanto aveva vissuto in campo, da giocatore, rimarcando quanto le opinioni, soprattutto quelle dei media e del pubblico, siano volubili: “Sarebbe meglio per lui mettersi i tappi alle orecchie e non ascoltare nessuno, non leggere la stampa, non ascoltare programmi o qualsiasi cosa succeda e farsi gli affari suoi - ha premesso Connors -. Per quanto siano veloci a farti crescere e portarti sul piedistallo, sono ancora più veloci a buttarti giù. È qualcosa che mi è capitato, quando mi avevano dato per finito a soli 27 anni. Avevo vinto i miei titoli, ero lì a competere ma per loro non potevo vincerne altri. Dicevano che stavo diventando troppo vecchio, non ero abbastanza bravo rispetto a questi nuovi ragazzi che stavano emergendo", ha ricordato.