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Ultimo aggiornamento: 18:03
Com’è stato possibile per le autorità degli Stati Uniti fornire legalmente, di fatto, una nuova identità a Francis Kaufmann, così da permettergli di girare il mondo per 6 anni senza problemi? Chi ha sbagliato? Sono le domande a cui vuole dare risposta la Procura di Roma, che ora indaga sul passaporto (vero) con nome falso ottenuto nel 2019 dal presunto killer di Villa Pamphilj, accusato dell’omicidio della figlia Andromeda e – è il sospetto dei pm – della compagna Anastasia. I magistrati chiederanno agli investigatori dello Sco e della Squadra mobile di Roma di avviare degli accertamenti anche sulle modalità con cui nel 2019 è stato rilasciato il passaporto al 46enne a nome Rexal Ford.
Sul caso di Villa Pamphilj la polizia italiana ha già ricevuto l’ausilio dell’Fbi. I federali americani, che hanno velocemente recuperato la vera identità del sedicente regista, fin qui non si sono espressi sull’argomento passaporto. Negli Usa, come noto, è molto facile cambiare nome: basta compilare un’autocertificazione e consegnarla all’anagrafe. Ma “l’identità“, la storia personale, medica e soprattutto penale di un individuo, dovrebbe restare intatta. E sulla base di quella storia si decide se concedere o no il passaporto e quali comunicazioni “allegare” ai Paesi dove si andrà a viaggiare. Il problema è che dalle carte arrivate da Washington è emerso che Francis Kaufmann era stato arrestato ben 5 volte negli Stati Uniti per violenza domestica e aggressioni.















