Per mettere in sicurezza il settore cartario italiano in questo contesto politico-economico incerto ci vuole un “Paper Industrial Deal”. Ne è convinto il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, che oggi a Roma ha presentato la sua relazione annuale nel corso dell’Assemblea Pubblica di Assocarta.
“Siamo i terzi produttori in Ue di carta e cartone – ha detto Poli – ma oggi subiamo molto i Paesi vicini", ossia "Germania, Francia e Spagna", che vivono meno problemi come il costo dell'energia, che invece in Italia pesa parecchio su un settore energivoro come quello della carta. Allo stesso tempo, però, "sulla sostenibilità del materiale" e circolarità supera "ogni parametro". Questo perché "siamo un settore che non riesce a interpretare le necessità di costo che servono per essere competitivi. Bisognerebbe produrre un po’ più carta. L’Italia ci disse che dovevamo andare a gas”, ma se “ora pago di più gas di tutti gli europei mi viene difficile essere competitivo”.
Inoltre, l’Italia esporta carta da riciclare e poi la reimporta sotto forma di prodotti finiti acquistati (prevalentemente da paesi europei a cui esportiamo maceri) o di imballi in prodotti consumo importati (sia dall’Asia che dall’Europa). “Se fosse riciclata in Italia – ha aggiunto - aumenterebbe la produttività dell’industria cartaria italiana del 27%, creerebbe 1.360 nuovi posti di lavoro in Italia e produrrebbe un Pil aggiuntivo per l’Italia di 1,4 miliardi di euro ogni anno”.






