“Negli anni '60 eravamo la terza potenza per la produzione di energia nucleare al mondo, dopo Stati Uniti e Russia. Oggi su questo tema siamo vittime di una narrativa del secolo scorso, intrisa di ideologia”. Così, dal palco di The Big Interview, il nuovo evento targato Wired, il fisico Antonio Ereditato, professore all’Università di Chicago. Sul palco con lui Stefano Buono, ceo di Newcleo e autore con lui del libro Il nuovo nucleare. Rimettere la scienza al centro.
“Il nostro è un libro laico”, ha proseguito, “noi non pensiamo che il nucleare sia l'energia per antonomasia, facciamo piuttosto un discorso di portafoglio energetico equilibrato che, al pari di quello finanziario, deve essere diversificato”. Il punto di equilibrio, a detta dei due autori, è quello di “una quota del 20% di energia da fonti nucleari da attribuire a un paese come l'Italia”.
Certo, c'è una narrativa da cambiare. Nel libro i due paragonano il reattore di Cernobyl a un'auto degli anni '50 e un reattore di quarta generazione a una vettura moderna, dotata di tutti i dispositivi di sicurezza. “La centrale di Cernobyl era una macchina ottimizzata per fare plutonio militare, non aveva un edificio di contenimento e ha patito di un problema legato all’inesperienza degli operatori”, ha spiegato Buono, “oggi invece siamo in grado di realizzare macchine passivamente sicure che, anche di fronte ad un incidente drammatico, si spengono da sole prima ancora di danneggiarsi”.







