"Con la riforma si darà veramente respiro alla magistratura. La magistratura è sicuramente indipendente dal potere politico, ma non è affatto indipendente da sé stessa: è vincolata da tutta quella matassa ingarbugliata di potere che si chiama correnti per le quali i magistrati hanno il coraggio di manifestare in piazza ma non hanno il coraggio di dire apertamente che sono favorevoli per esempio a certi provvedimenti come questo, perché te lo vengono a dire sottovoce ma non lo fanno in faccia perché altrimenti verrebbero eliminati dalla struttura del potere delle correnti. Non sarà un'umiliazione dei magistrati, piuttosto un recuperò della loro dignità e libertà". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio nella sua replica al Senato in merito alla riforma della Giustizia.

“Dal 1993 vi è stata una mutilazione della politica da parte di un intervento della magistratura - ha proseguito il ministro - che peraltro a mio avviso non è stato programmato e voluto, ma è stato colmare un vuoto di potere nei confronti di una politica che aveva fatto retrocessione e che aveva, in un certo senso, abdicato al suo ruolo. Era molto comodo eliminare l'avversario per via giudiziaria quando non si riusciva a eliminarlo per via politica. Diciamo che di questo hanno approfittato un po’ tutti. Questa riforma - ha poi aggiunto - mira anche a riportare una equità e una dignità alla politica. Introducendo il principio del sorteggio noi riequilibriamo questi poteri".