Caricamento player
Sadie Dingfelder sta prendendo in giro il marito per aver messo nel carrello della spesa, al supermercato, un burro d’arachidi confezionato. Proprio lui che l’altro ieri decantava la superiorità di quello fatto in casa! All’improvviso però si accorge che l’uomo con cui sta parlando non è il marito: è uno sconosciuto.
Come si fa a non riconoscere il proprio compagno guardandolo in faccia? Per Dingfelder – autrice di Ci siamo già visti? – la domanda è opposta: come fanno tutte le altre persone a sapere con certezza assoluta chi è la persona che hanno davanti? Per lei è un’impresa quasi impossibile.
Non è un problema di miopia: Sadie Dingfelder ci vede benissimo, ma ha una neurodivergenza che si chiama prosopagnosia o “cecità alle facce”. In pratica, non sa distinguere né memorizzare le facce delle persone. Il suo cervello non ha il «software» che permette a tutte le altre persone di farlo, e deve ripiegare sul «programma» generico, quello con cui distinguiamo tra loro i sassi, o le pecore.
È proprio dopo l’episodio al supermercato che inizia Ci siamo già visti?, il nuovo libro pubblicato da Altrecose con cui Dingfelder racconta il percorso di scoperta e comprensione di sé che parte dalla prosopagnosia e riesce a scoprire e spiegare tantissime cose che riguardano tutti noi, che in misure diverse abbiamo tutti modi differenti di percepire e reagire a quello che ci capita intorno. È quindi un racconto autobiografico scorrevole e divertente, ma anche e soprattutto un saggio su come funzionano (o no) la percezione e la memoria. Su come ogni persona viva il mondo in un modo diverso, e su quanto sia complicato comprenderlo e mettersi nei panni altrui.






