L’evasione fiscale “classica” e le nuove frontiere del cybercrime utilizzando le criptovalute. Quasi mezzo miliardo di beni ritenuti profitto di evasione e frodi fiscali sono stati confiscati dalla guardia di finanza di Piemonte e Valle D’Aosta negli ultimi 17 mesi. Mentre sono state sequestrate criptovalute per oltre 350 mila euro in seguito a truffe economico-finanziarie.
Il dato è stato reso noto nel corso della cerimonia a Torino per celebrare i 251 anni dalla fondazione delle Fiamme gialle. Oltre 80 mila gli interventi condotti in un anno tra verifiche, indagini di polizia giudiziaria, ispezioni antiriciclaggio, pattuglie di controllo del territorio, missioni di soccorso. «Questi numeri — ha precisato Giovanni Avitabile, comandante regionale Piemonte e Valle D’Aosta — rappresentano la fredda contabilità numerica di un impegno che arde di autentico spirito di servizio. Il nostro obiettivo è quello di tutelare il tessuto economico del Piemonte e della Valle d’Aosta».
Nel 2024 e nei primi cinque mesi del 2025, sono stati eseguiti oltre 45.196 interventi e circa 2.900 indagini per contrastare gli illeciti economico-finanziari e le infiltrazioni della criminalità nell’economia. Le attività ispettive hanno consentito di individuare 841 evasori totali, imprenditori e lavoratori “autonomi” completamente sconosciuti al fisco e 2.297 lavoratori in nero o irregolari. Sono state avanzate 103 proposte di chiusura di partite Iva sospette. Scoperti, inoltre, 105 casi di evasione fiscale internazionale.








