PADOVA - L’allarme l’hanno dato loro, i residenti, dopo aver sentito il rumore degli spari. Hanno parlato – e parlano ancora – di «paura». Un appello al quale risponde il questore Marco Odorisio dopo che in poco di 72 ore gli agenti della squadra Mobile hanno individuato i responsabili della sparatoria di venerdì mattina davanti all’Alì, avvenuta per il controllo di una piazza di spaccio. «Quanto accaduto venerdì mattina è un fatto gravissimo e inquietante al quale andava data una risposta importante e immediata ai cittadini» sono state le prima parole di commento di Odorisio, che di suo pugno ha firmato l’espulsione dall’Italia dei due responsabili della sparatoria contro un 27enne considerato dai due pusher un rivale negli affari.
«In un arco di tempo limitato siamo riusciti a identificare e denunciare i due responsabili dell’aggressione. La nostra risposta – continua il questore – dimostra come a Padova non esistano zone franche e il lavoro quotidiano è improntato a dare una garanzia di sicurezza. Ci siamo trovati di fronte a una spedizione intimidatoria per il controllo di una piazza di spaccio, oltretutto questa violenza gratuita è stata postata anche sui social per creare un effetto di paura, come a dire “qui comandiamo noi”». A risolvere il caso ci hanno pensato però gli agenti, in poche ore «segno – conclude Odorisio – che la conoscenza del territorio da parte degli agenti è stata fondamentale nel riconoscere e individuare i responsabili: ci siamo subito concentrati sui profili social e da lì abbiamo recuperato anche la prova della sparatoria e di chi fossero gli autori, già più volte segnalati dai nostri agenti».






