Jeff Bezos e le sue nozze a Venezia fanno litigare la famiglia Cacciari. Se Massimo, filosofo ed ex sindaco della città, dice che "non me e frega niente”, il nipote Tommaso, attivista del laboratorio occupato Morion, risponde invece in tono scherzoso: “Ma va! Non gliene frega niente. Perché lui è uomo delle istituzioni!”. Mentre Paolo, fratello di Massimo e padre di Tommaso, contattato dal Foglio, riconosce come questa ormai sia diventata "una saga famigliare".
“Arroganti, prepotenti, taccagni”, ha detto Tommaso Cacciari al Foglio parlando dei coniugi Bezos, che hanno scelto Venezia come location per il loro matrimonio dal 26 al 28 giugno. Parlando dello zio Massimo, invece, ha spiegato: "Lui ha scelto di fare politica nel palazzo! Io la faccio dal basso perché la conflittualità è il sale della democrazia! E le leggi vanno anche violate!”. A tal proposito ha sottolineato: "Le leggi vanno violate perché altrimenti avremmo ancora la schiavitù o le navi a Venezia. Io mio zio non lo sento. A lui non frega niente, vero. Io invece faccio l’allestitore di padiglioni, lavoro coi tecnici. E di gente come noi Bezos ha paura”. E ancora: "Ha paura di noi. Non della gente di partito o delle istituzioni. Tutti ‘sti ricconi, alla fine, coi loro jet, i loro marines, davanti alle proteste dal basso si fermano. Si DEVONO fermare”. Dopo le proteste degli attivisti, in effetti, i Bezos hanno deciso di spostare i preparativi, per ragioni di sicurezza, dalla Scuola Grande della Misericordia all’Arsenale, più riservato e facile da controllare.











