ROMA - Le migliaia di volti che affollano Piazza San Pietro.
La forza della devozione sulle mani giunte di una madre in preghiera.
L'ultima apparizione di Papa Francesco. E il primo ingresso, di spalle, del suo successore, Leone XIV. Ma anche l'antichità millenaria della città, mescolata a edifici futuristici, chiome di alberi. che tendono al cielo, la miseria che schiaccia a terra gli uomini. È l'immagine di Roma in questo ultimo anno che l'ha vista nuovamente Città Santa, ma anche teatro di grandi capovolgimenti, raccontata in Città aperta 2025 - Roma nell'anno del Giubileo, mostra a cura di Roberto Koch e Alessandra Mauro, che ha riunito al Vittoriano lo sguardo di tre diversi autori e tre protagonisti della fotografia contemporanea come Diana Bagnoli, Alex Majoli e Paolo Pellegrin.
"L'obiettivo - racconta Edith Gabrielli, direttrice del VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia e ideatrice del progetto - era ambizioso: usare lo sguardo degli artisti per restituirci quello che in realtà è costantemente davanti ai nostri occhi, ma che non riusciamo a vedere più. In questo caso, Roma, nel tempo del Giubileo, un evento che si ripete da secoli, che attira milioni di persone, trasforma la città e insieme la rivela". "Raccontare Roma - commentano i curatori Alessandra Mauro e Roberto Koch - è sempre una grandissima sfida, ma mai come in questo anno. Ci siamo chiesti come raccontare il cambiamento continuo, l'osmosi anche sociale, mistica, antropologica che stiamo vivendo. E allo stesso tempo la persistenza del mito e del rito, che ha assunto valenze che non avevamo immaginato".






