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Martedì in un’audizione in parlamento il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano ha fatto alcune considerazioni sul cosiddetto “modello Caivano” decisamente in contrasto con la retorica del governo di Giorgia Meloni su questo tema: la sua è una presa di posizione notevole perché Ciciliano è il commissario straordinario scelto proprio dal governo e proprio per fare interventi di riqualificazione nel comune di Caivano, ed è anche incaricato di esportare quello che il governo definisce “modello Caivano” in altri posti d’Italia ritenuti «ad alta vulnerabilità». Il suo discorso è avvenuto di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.
Ciciliano ha detto che «spesso si parla di modello Caivano in maniera molto incongrua perché di modello non c’è nulla», e che al massimo le esperienze maturate a Caivano hanno permesso di elaborare un certo approccio. Ha insistito sul fatto che le cosiddette “periferie” (intese sia come quelle delle città, sia in un senso più ampio e figurato) sono estremamente diverse l’una dall’altra, e pertanto «è di tutta evidenza che un copia incolla non è assolutamente proponibile, né sarebbe stata una strategia vincente».






