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Ultimo aggiornamento: 15:23

“Ho stretto la mano a Saviano in aula e lui mi ha detto ‘vergognati‘. E’ un maleducato, ma non è certo un reato”. A raccontarlo è ministro dei Trasporti e segretario della Lega Matteo Salvini a margine dell’udienza del processo che vede imputato lo scrittore Roberto Saviano per l’accusa di diffamazione. Il vicepremier querelò l’autore di Gomorra per alcuni post pubblicati nel 2018 in uno dei quali lo definiva “il ministro della mala vita“. “Io non ce l’ho con lui. Se qualcuno mi dà del mafioso o amico della ‘ndrangheta non è normale – aggiunge Salvini -: non è normale per un ministro, per un padre, per un cittadino. Noi i clan li abbiamo combattuti”.

Lo scrittore Roberto Saviano fuori dell'aula del tribunale di Roma, per il processo che lo vede imputato per diffamazione ai danni di Matteo Salvini, allora ministro dell'Interno, dopo alcuni post pubblicati nel 2018, Roma 25 giugno 2025. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Il vicepremier e ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Matteo Salvini, arriva al tribunale di Roma per una udienza del processo che vede imputato Roberto Saviano per diffamazione ai suoi danni, dopo alcuni post pubblicati dallo scrittore nel 2018, Roma 25 giugno 2025. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI