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25 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:16
Un “atteggiamento evidentemente ancora ‘patriarcale‘” lo ha definito con parole durissime il presidente della Lega serie A femminile, Mauro Fabris. Forse un’iperbole, ma certamente quello che sta succedendo tra Volley Modena (la squadra femminile della città emiliana) e Modena Volley (la più nota squadra maschile), con la seconda che ha negato alla prima l’utilizzo del PalaPanini, l’unico vero palasport di Modena, trascende ormai i confini locali. E pone un dubbio: fino a dove può spingersi una società che ha in gestione un impianto comunale? Soprattutto se questo impianto è (anche) patrimonio della pallavolo italiana?
La vicenda in sintesi. Il 7 giugno, vincendo i play off di Serie B, il Volley Modena è tornato in Serie A2 dopo vent’anni. Fino all’anno scorso giocava in una palestra, non a norma per la Serie A2, per cui ha chiesto al Modena Volley, la società maschile – che è anche la più titolata e storica della pallavolo italiana – di utilizzare il PalaPanini, il palazzetto da 5000 posti che è anche una sorta di tempio per la pallavolo modenese e non: scudetti, coppe dei campioni, supercoppe, soprattutto al maschile, sono state vinte su quel parquet, seppur l’ultimo scudetto sia del 2016.






