La proposta di legge depositata dall'onorevole Letizia Giorgianni (FdI), "volta ad introdurre un credito d'imposta a favore delle imprese che sostengano costi professionali legati all'attività di un dottore commercialista, è un passo avanti importante e il frutto della virtuosa collaborazione tra le istituzioni e le associazioni di categoria.

Viene perseguito infatti un duplice obiettivo: da un lato, rafforzare la struttura organizzativa delle Pmi nei momenti di trasformazione, o difficoltà; dall'altro, promuovere la diffusione della figura del temporary manager, un ruolo per il quale i dottori commercialisti possiedono tutte le competenze necessarie".

È quanto affermato dal presidente dell'Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec) Francesco Cataldi.

"Questa proposta nasce da due esigenze: sostenere le imprese nei momenti delicati come crisi e passaggi generazionali, e valorizzare le competenze dei commercialisti, alleati naturali del nostro tessuto produttivo", afferma Giorgianni, che è componente della Commissione Bilancio, tesoro e programmazione.

L'agevolazione, recita una nota, consiste in un credito d'imposta - riconosciuto per massimo tre periodi d'imposta consecutivi - pari al 30% della Retribuzione totale annua (Rta) per micro e piccole imprese e al 20% per le medie imprese, a condizione che l'incarico abbia durata non inferiore alla metà dell'esercizio sociale più un giorno.