A pochi giorni dal suo novantaduesimo compleanno è morta l’attrice Lea Massari, interprete per grandi registi come Monicelli, Scola, Risi, Zurlini. Era nata a Roma il 30 giugno del 1933 nel quartiere di Monteverde, figlia di un ingegnere romano e di una mamma di origini umbre. “Ho dei ricordi della mia infanzia con Roma sotto la neve. Avevamo l’orto di guerra sotto casa. La mano nella mano di mio padre e di mia madre, mentre andavamo a mangiare dai parenti, in posti che avevano spazi e silenzi, come i boschi che oggi non ci sono più” raccontava tempo fa.

Lea Massari, forte e indomabile: i film memorabili da “I promessi sposi” a “Una vita difficile”

di Alberto Crespi

Dopo aver vissuto anche all’estero, Francia, Spagna e Svizzera, seguendo il padre ingegnere torna a Roma si iscrive ad architettura ma lavora come indossatrice. Un amico di famiglia è lo scenografo e costumista Piero Gherardi che l’avvicina al mondo del cinema. Negli anni Cinquanta e Sessanta lavora moltissimo come attrice, produzioni italiane e francesi, i film più celebri sono sicuramente Una vita difficile, La prima notte di quiete, Cristo si è fermato a Eboli.

Dal padre aveva ereditato la passione per la caccia salvo poi diventare più avanti con l’età vegetariana e animalista. Aveva raccontato: “Mentre giravo Le soldatesse di Zurlini in Jugoslavia, mi venne a trovare mio marito e andammo a caccia con due amici. Insomma, loro avevano preso tre lepri, io niente… a fine giornata ero così frustrata che sentii un fruscio e sparai al volo senza pensare. Era un cucciolo di lepre e mi è morto in braccio: conservo ancora la giacca macchiata di sangue. Da allora ho giurato di smettere con la caccia”. Non solo non prese più il fucile in mano ma finì per per dedicare la sua vita alla protezione della fauna, accudendo cani e gatti in Sardegna, dove si era ritirata dopo l’addio alle scene, e lottando contro la vivisezione.