Minacce, vessazioni. E perfino alberi avvelenati con il glifosato, un diserbante altamente tossico. È quello che ha dovuto subire per anni, per mano di un vicino di casa, la famiglia di Pierino Fanna, ex giocatore di Juve, Inter e soprattutto dell’Hellas Verona, uno degli 11 dello scudetto 1984/1985. «Quando ti succedono cose come questa la tua vita si stravolge – ha raccontato l’ex calciatore – Ma non tutti hanno la forza psicologica, fisica ed economica per portare avanti questa battaglia».

La vicenda, riporta il Corriere Veneto, è accaduta a Moimacco, un comune di poche centinaia di abitanti in provincia di Udine, dove Fanna è proprietario di una villa dove abitano le sue due sorelle, Donatella e Rita. Fino a sette anni fa, intorno alla casa c’erano un giardino rigoglioso – con alberi secolari – un orto e campi coltivati. Tutto distrutto con l’erbicida: «Ci siamo trovati avvelenati alberi piantati dai miei nonni. Abbiamo dovuto tagliarli. Avevamo un orto bellissimo che purtroppo è tutto contaminato e non possiamo più usare», ha raccontato Fanna al Corriere.

Il colpevole è un vicino di casa, Tiziano Chiarandini, «che uno non direbbe mai possa fare cose del genere. Ci siamo trovati davanti a una figura “potente”», ha confidato ancora l’ex calciatore. Chiaranadini è Sostituto commissario della Polizia di Stato in pensione e lo scorso 9 dicembre è stato condannato in Appello a 8 mesi per violazione di domicilio, con sospensione della pena, condizionata al pagamento di una provvisionale alle due sorelle di Fanna. Chiarandini era stato anche condannato a un anno e 4 mesi per danneggiamento e getto pericoloso di cose. Reati estinti in Appello perché si è sottoposto alla messa alla prova.