Dal Parmigiano reggiano al cappero di Pantelleria, dal Prosecco all’oliva ascolana. I prodotti Dop rappresentano un patrimonio pregiato per tutti i territori italiani, al punto che è possibile stilare una classifica delle regioni italiane più attive con i prodotti tipici. Il podio vede al primo posto il Veneto al secondo la Toscana e al terzo l’Emilia Romagna. È quanto emerge dalla classifica regionale elaborata nel 1° Rapporto Turismo Dop (stilato da Fondazione Qualivita) che offre una lettura oggettiva e comparativa del fenomeno, attraverso un indice sintetico che integra oltre 20 indicatori ricavati da fonti ufficiali: eventi, infrastrutture, riconoscimenti, azioni formative, consistenza del settore agricolo, delle filiere Dop Igp e flussi turistici. Una vera e propria mappa dell’evoluzione del Turismo Dop nel nostro Paese.
La medaglia d’oro va quindi al Veneto trainato dai suoi vini (Prosecco, Conegliano Valdobbiadene, Amarone, Soave) ma anche dal radicchio trevigiano e complessivamente da 69 prodotti a Indicazione Geografica, con la partecipazione di 35 Consorzi che sviluppano la cosiddetta Dop Economy. La medaglia d’argento se la aggiudica la Toscana grazie al Turismo Dop che si basa su 77 prodotti a Indicazione Geografica, con la partecipazione di 34 Consorzi. L’offerta di Turismo Dop toscano si distingue per la prevalenza di eventi dedicati alle “Degustazioni” e ai “Festival” culturali legati alle affermate denominazioni vitivinicole ma anche all’olio, al formaggio pecorino, alla cinta senese. Al terzo posto si piazza l’Emilia Romagna legata a 61











